Beni strumentali delle imprese: cosa sono e di quali detrazioni possono beneficiare

Beni strumentali delle imprese: cosa sono e di quali detrazioni possono beneficiare

Beni strumentali delle imprese: cosa sono e quali detrazioni fiscali possono usufruire

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I beni strumentali delle imprese possono accedere alle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica. A stabilirlo è l’Agenzia delle Entrate che, tra le altre cose stabilisce anche che la detrazione spetta agli utilizzatori dell’immobile e non a chi ne fa commercio.

Di detrazioni per la riqualificazione energetica. come abbiamo avuto più volte modo di trattare all’interno di queste pagine, ne esistono diverse. Merita però specificare che solo alcune sono rivolte in maniera specifica, quelle di cui parleremo in questo approfondimento, ai beni strumentali delle imprese.

Tuttavia, prima di analizzare a fondo la questione e quindi capire su quali immobili la tua azienda può effettuare interventi di riqualificazione energetica è necessario fare un passo indietro. Cosa sono infatti i beni strumentali delle imprese? Di quanti tipi sono? Quali sono le detrazioni per la riqualificazione energetica di cui possono usufruire?

Abbiamo cercato di fare il punto della situazione insieme ai nostri esperti in questo approfondimento.

Cosa sono i beni strumentali delle imprese?

Rientrano nella definizione di beni strumentali tutti quei beni materiali ed immateriali che le imprese ed i professionisti utilizzano per svolgere la propria attività. Questi beni quindi vengono utilizzati per diverso tempo dopo il loro acquisto, per tanto è possibile registrare questi beni da un punto di vista contabile seguendo il principio dell’ammortamento. In questo modo è possibile “spalmare” in più esercizi (anni) il costo di acquisto del bene deducendo così solo la quota relativa all’anno di utilizzo.

Esistono diversi tipi di beni strumentali. Proviamo ad elencarli qui di seguito:

  • Beni mobili strumentali: possono essere classificati in questa categoria gli autoveicoli, i veicoli commerciali e industriali (es. furgoni, camion), le attrezzature e gli impianti di un’impresa produttiva, le macchine e gli arredi dell’ufficio (es. computer, smartphone, scrivanie, armadi).
  • Beni strumentali immobili: anche gli immobili (fabbricati strumentali) possono essere beni strumentali. Fanno parte di questa categoria i capannoni, i magazzini, gli uffici e i negozi sia già realizzati che da costruire.
  • Beni strumentali immateriali o immobilizzazioni immateriali. Questa categoria comprende, in particolare, i marchi, i brevetti, i diritti di utilizzo delle opere dell’ingegno come i software e gli altri diritti di proprietà intellettuale.

Il Piano di Transizione 4.0 e la legge sabatini

La legge italiana prevede ovviamente incentivi ed agevolazioni per queste categorie di beni strumentali. Agevolazioni che dovrebbero servire ad incentivarne l’acquisto e l’installazione in una logica complessiva di transizione ecologica.

Un esempio di queste agevolazioni è il Piano di Transizione 4.0 (ex Piano Industria 4.0) che riguarda i beni materiali e immateriali connessi alla trasformazione tecnologica e digitale. Fra questi beni però è possibile far rientrare anche quegli investimenti per la riqualificazione energetica degli edifici un impianto fotovoltaico o uno per la climatizzazione invernale ecc. Tra le altre cose la misura prevede anche, per investimenti di questo tipo:

  1. Fruizione del credito d’imposta.
  2. Estensione della durata del credito d’imposta. In particolare, l’acquisto dei beni strumentali materiali (come il fotovoltaico) potrà generare un credito fruibile nei successivi 3 anni.
  3. Potenziamento dell’aliquota di ammortamento degli incentivi per il fotovoltaico per le aziende nel 2021. Questa passa infatti dal 6% del 2020 al 10% nel 2021 per un massimale di spesa non superiore ai 2 milioni di euro.

Un altro esempio di incentivo per l’acquisto di beni strumentali è quello previsto dalla nuova legge Sabatini. Questa norma permette alle PMI di accedere più facilmente ai finanziamenti. Le imprese possono infatti richiedere allo stato un contributo sugli interessi dei finanziamenti relativi all’acquisto di beni strumentali.

Riqualificazione energetica, detrazione per le aziende solo sui beni strumentali

Le risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate numero 303/E del 2008 e numero 340/E del 2008 hanno chiarito che i titolari di reddito d’impresa hanno diritto alle detrazioni per interventi di riqualificazione energetica solo per i fabbricati strumentali utilizzati nell’ambito dell’attività imprenditoriale. Sono invece esclusi dalla detrazione i beni merce, ovvero quei beni al cui scambio e/o produzione è connessa l’attività d’impresa.

L’Agenzia delle Entrate, inoltre, ha messo in chiaro una volta per tutte le motivazioni per cui i beni strumentali possono accedere alle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica specificando che:

“La normativa fiscale in materia di riqualificazione energetica è finalizzata a promuovere il miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici esistenti attraverso l’attribuzione di un beneficio che un’interpretazione sistematica consente di riferire esclusivamente agli utilizzatori degli immobili oggetto degli interventi e non anche ai soggetti che ne fanno commercio come nel caso di specie”.

La detrazione quindi non può essere fruita da chi fa commercio dell’immobile ma spetta solo agli utilizzatori finali. Il beneficio non è quindi trasferibile a chi acquista anche anche se i lavori di riqualificazione sono rientrati nella trattativa sulla compravendita.

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