Transizione 4.0 e credito d’imposta 2023: tutte le novità

Transizione 4.0 e credito d’imposta 2023: tutte le novità

Transizione 4.0 credito d’imposta 2023-2025: scopri tutte le novità insieme a Solar Cash

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Se ti stai chiedendo come la transizione 4.0 e il credito d’imposta 2023 possano aiutare la tua azienda a risparmiare e innovare, sei nel posto giusto. La strategia fiscale italiana per gli anni a venire ha subito notevoli cambiamenti, specialmente per le aziende energivore come la tua.

In questo articolo, abbiamo districato tutte le nuove direttive sul piando di Transizione 4.0, focalizzandoci sul credito d’imposta 2023-2025. Queste informazioni sono essenziali se miri a capitalizzare gli incentivi per l’acquisto di macchinari industriali avanzati.

Ecco le novità principali:

  • Transizione 4.0 2023 non solo estende ma anche amplifica le agevolazioni iniziate nel 2017 per i beni “Industria 4.0” (ne parliamo anche qui);
  • La chiave di volta dell’agevolazione 2023 sta nel fatto che, a partire dal 2020, l’iperammortamento si trasforma in un credito d’imposta. Questo significa che il beneficio fiscale è ora calcolato come percentuale del costo di acquisizione di un bene, come un macchinario.

Se hai ulteriori domande o desideri approfondire come Solar Cash srl può assisterti nella transizione 4.0 e credito d’imposta 2023-2025, ti invitiamo a compilare il modulo contatti in fondo alla pagina con i tuoi dati. I nostri esperti ti ricontatteranno prontamente per fornirti tutte le informazioni necessarie e aiutarti a navigare in questo nuovo scenario fiscale.

Credito d’imposta 2023 e Transizione 4.0: quali sono le principali modifiche rispetto al 2022?

Se stai puntando a innovare la tua azienda, soprattutto se rientri nel settore energivoro, è fondamentale che tu sia al passo con le novità introdotte dal credito d’imposta 2023. Grazie alle normative recenti, le opportunità di investimento nel campo della Transizione 4.0 sono diventate ancor più vantaggiose.

A differenza del 2022, il credito d’imposta 2023-2025 porta con sé alcune variazioni significative. È stato infatti notato un calo nei benefici per chi acquista macchinari, come previsto dalla legge di bilancio 2021. La causa? La progressiva diminuzione sia delle percentuali del costo del bene che va a credito d’imposta sia del massimale degli investimenti ammissibile.

Ecco una tabella che ti chiarirà le differenze:

Periodo di consegna della macchina % Credito d’imposta massimo Quota di investimenti per anno
16/11/2020 – 31/12/22 50% del costo del bene Fino a 2,5 milioni (€)
01/01/2022-31/12/2022 40% del costo del bene Fino a 2,5 milioni (€)
01/01/2022-31/12/2022 20% del costo del bene Oltre i 2,5 milioni e fino a 10 milioni (€)
01/01/2022-31/12/2022 10% del costo del bene Oltre i 10 milioni (€) (limite max 20 milioni)
01/01/2023-31/12/2025 20% del costo del bene Fino a 2,5 milioni (€)
01/01/2023-31/12/2025 10% del costo del bene Oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni (€)
01/01/2023-31/12/2025 5% del costo del bene Oltre i 10 milioni (€) (limite max 20 milioni)

È fondamentale sottolineare che, nonostante le variazioni, nel triennio 2023-2025 è ancora possibile beneficiare immediatamente del credito nell’anno di interconnessione della macchina, un vantaggio non presente fino al 2020.

Se desideri saperne di più sulle opportunità offerte dalla transizione 4.0 e credito d’imposta 2023 per la tua azienda, ti invitiamo a compilare il modulo contatti. Gli esperti di Solar Cash srl saranno felici di fornirti tutte le informazioni necessarie e di guidarti in questa nuova fase di transizione energetica ed economica.

Alcune precisazioni

Desideriamo adesso fornirti alcune informazioni fondamentali legate al credito d’imposta 2023 e ai vantaggi che esso può portare alla tua azienda, soprattutto se operi in settori energivori e stai cercando soluzioni sostenibili per ridurre i costi energetici.

Prima di tutto, è fondamentale sapere che nel triennio 2023-2025 potrai usufruire del credito senza attendere l’anno successivo all’interconnessione della macchina. Questo rappresenta una significativa evoluzione rispetto alla normativa pre-2020, che ti permette di beneficiare immediatamente degli incentivi offerti dalla transizione 4.0 e credito d’imposta.

Inoltre, vogliamo mettere in luce alcuni dettagli:

  1. Il credito d’imposta non è soggetto a tassazione ai fini IRPEF / IRES / IRAP.
  2. Puoi cumulare questo vantaggio con altre agevolazioni (come quelle specifiche per il Sud), purché il totale non superi il costo sostenuto per l’investimento. Ti consigliamo questo approfondimento per saperne di più!
  3. Ci sono dei passaggi burocratici da tenere in considerazione per il credito d’imposta 2023-2025:
    • Le imprese che vogliono beneficiare delle agevolazioni 2023 devono comunicarlo al Ministero dello sviluppo economico.
    • È necessaria una perizia asseverata (o attestazione da un ente certificatore) per beni il cui valore sia uguale o superiore a 300.000 euro.
    • Tutte le fatture e i documenti relativi all’acquisto dei beni agevolati devono fare riferimento alle disposizioni dei commi da 1054 a 1058-ter dell’art. 1 della Legge 178 del 30 dicembre 2020, come modificata dalla legge 234/2021, art. 1, comma 44.

Come si calcola il credito di imposta 2023 per i macchinari?

La legge di bilancio 2022 ha delineato chiaramente le aliquote per calcolare il credito sugli investimenti in macchinari avviati dal 1° gennaio 2023. Ecco come funzionano:

  • CREDITO DI IMPOSTA del 20% del valore del bene per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro.
  • CREDITO DI IMPOSTA del 10% del valore del bene per gli investimenti da 2,5 milioni di euro a 10 milioni di euro.
  • CREDITO DI IMPOSTA del 5% del valore del bene per gli investimenti da 10 milioni di euro fino a 20 milioni di euro.

È importante notare che il credito non si applica alla porzione di investimenti che supera il limite di 20 milioni di euro.

Queste aliquote vengono applicate a scaglioni incrementali sul totale degli investimenti e non sul valore di un singolo bene. Se, ad esempio, acquisti una macchina interconnessa nel 2023 del valore di 100.000,00 euro (più IVA), il tuo credito d’imposta sarà di 20.000 euro, ripartito in 3 anni.

Un dettaglio cruciale: questa agevolazione rimane invariata per i beni consegnati fino al 30/06/2026, a condizione che vi sia un contratto di acquisto e che un acconto (almeno il 20%) venga pagato entro il 31 dicembre 2025.

Ti ricordiamo ancora una volta che, per te, è essenziale sfruttare al meglio il credito d’imposta 2023-2025 per mantenere la tua azienda competitiva nel panorama della transizione 4.0 e credito d’imposta 2023.

Industria 4.0 e credito d’imposta, cosa cambia?

L’evoluzione della normativa relativa al credito d’imposta 2023 sta ridefinendo le regole del gioco, soprattutto per quelle aziende energivore come la tua. Se stai cercando di capire come sfruttare al meglio i vantaggi offerti dalla transizione 4.0 e credito d’imposta, ti offriamo una panoramica chiara dei dettagli di cui devi tener conto.

Ecco i punti salienti:

  1. Continuità legislativa: Nonostante le differenze nel modo in cui i benefici sono stati erogati tra Industria 4.0 (iperammortamento) e Transizione 4.0 (credito di imposta), la legge cardine rimane invariata: la Legge 232/2016. Questa è la base da cui derivano tutte le agevolazioni.
  2. Evoluzione verso il credito d’imposta: A partire dal 2020, le agevolazioni sono state modellate come credito di imposta Transizione 4.0. Questa modalità rimarrà in vigore fino al 2025. Il riferimento per la classificazione dei beni agevolabili viene ancora dalla legge citata, nonostante una leggera modifica nel 2019 riguardante il software.
  3. Tipologie di beni agevolati: Gli allegati A e B della Legge 232/2016 elencano i beni che possono beneficiare delle agevolazioni. Inoltre, la stessa legge fornisce dettagli sulle modalità di interconnessione necessarie per rendere i beni agevolabili.
  4. Nuovi adempimenti formali: La transizione 4.0 e credito d’imposta 2023 ha introdotto nuovi passaggi burocratici, tra cui una comunicazione al Ministero delle Imprese e del Made in Italy a scopo statistico.

In conclusione, ti consigliamo di rimanere aggiornato sulle opportunità offerte dal credito d’imposta 2023-2025. Queste agevolazioni possono rappresentare un sostanziale risparmio per la tua attività, in particolare se stai considerando di passare alle energie rinnovabili per ridurre i costi energetici.

Quali sono i beni strumentali che rientrano nel credito di imposta?

L’agevolazione si concentra esclusivamente sui beni materiali nuovi, strumentali all’esercizio dell’attività. Essi devono essere di lunga durata e pronti ad essere impiegati come strumenti di produzione nel tuo processo produttivo. Vi rientrano quindi gli impianti fotovoltaici. Ecco cosa non rientra:

  • Beni destinati alla vendita o trasformati/assemblati per tale scopo.
  • Materiali di consumo.

Tra i requisiti fondamentali per beneficiare dell’agevolazione c’è il seguente, i beni devono essere nuovi. Quindi, non potrai avere un credito per beni “già utilizzati a qualunque titolo”. Tuttavia, ci sono eccezioni per beni complessi creati in economia, purché il costo dei beni usati non sia dominante rispetto al costo totale.

Cosa rientra esattamente nel credito d’imposta?

Il credito d’imposta 2023 copre beni nuovi, essenziali per la tua attività:

  1. Beni Materiali (Allegato A):
    • A1: Beni strumentali con controllo computerizzato (es. macchine produttive, utensili).
    • A2: Sistemi per la qualità e sostenibilità (es. sensori, tracciabilità dei prodotti).
    • A3: Dispositivi per l’interazione uomo-macchina in logica 4.0 (es. sistemi di sicurezza, ergonomia).
  2. Beni Immaterali (Allegato B): Software, system integration, piattaforme. Con l’aggiunta nel 2018 di:
    • Sistemi per e-commerce drop shipping.
    • Software per realtà aumentata, ricostruzioni 3D.
    • Piattaforme per la logistica integrata.

Prendi il controllo del tuo futuro energetico sfruttando il credito d’imposta 2023-2025. Inizia oggi a pianificare come potresti beneficiare della transizione 4.0 e credito d’imposta.

I beni usati ed il revamping sono compresi nel credito di imposta/iperammortamento?

Il decreto milleproroghe 2017 ha gettato luce sul tema del revamping degli impianti. Stabilisce chiaramente che i dispositivi, strumenti e componenti intelligenti per l’integrazione e l’interconnessione utilizzati nell’ammodernamento o nel revamping dei sistemi produttivi esistenti sono anch’essi ammissibili al credito d’imposta. Ciò significa che:

  • Gli interventi di revamping beneficiano del credito, ma solo per i costi associati ai beni nuovi precedentemente dettagliati.

Relativamente al revamping e ai beni usati, la circolare 4E del 30/03/2017 dell’Agenzia delle Entrate e MISE sottolinea che:

  1. Per beni complessi che incorporano anche beni usati, la “novità” riguarda l’intero bene, a condizione che il costo dei beni usati non prevarichi sul costo totale.
  2. Nel caso di un bene complesso acquistato da terzi che comprende anche un bene usato, il venditore deve attestare che il costo del bene usato non è dominante. Se il bene complesso è considerato “nuovo”, l’importo agevolato corrisponde al costo totale sostenuto dal compratore.
  3. Per un bene realizzato in economia che rispetta il criterio di “novità”, può usufruire del beneficio, sia sulla componente nuova che sulla componente usata, se i costi sono sostenuti nel periodo agevolato.

Incorporando queste opportunità nel tuo piano di transizione 4.0 e credito d’imposta 2023-2025, potrai massimizzare i tuoi benefici fiscali e traghettare la tua azienda verso un futuro sostenibile.

Se desideri ulteriori informazioni o consulenza su come poter beneficiare al meglio del credito d’imposta 2023, ti invitiamo a compilare il modulo contatti. Gli esperti di Solar Cash saranno pronti a supportarti in ogni passaggio.

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