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Crediti Energia Imprese: Scadenza al 16 Novembre per la Compensazione

Crediti Energia Imprese: Tutto quello che c’è da sapere sulla scadenza al 16 Novembre per la Compensazione in dichiarazione dei redditi

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Sei un imprenditore o il proprietario di un’azienda, specialmente in un settore energivoro?

Allora è fondamentale che tu sia informato sui Crediti Energia Imprese e sulla cruciale scadenza del 16 novembre per la compensazione in dichiarazione dei redditi. Questa data rappresenta un momento decisivo per ottimizzare la gestione finanziaria della tua azienda, sfruttando al meglio le opportunità offerte dalla normativa vigente.

I crediti energia sono una leva strategica per le aziende come la tua, che mirano a ridurre i costi operativi e a incrementare l’efficienza energetica (ne avevamo parlato anche qui). Questi crediti, ottenibili per le spese in energia e gas, possono essere significativi per il bilancio aziendale. Tuttavia, è essenziale agire tempestivamente: la scadenza del 16 novembre è un appuntamento da non perdere per utilizzare questi crediti nella tua dichiarazione dei redditi.

In qualità di esperti in efficientamento energetico, in Solar Cash srl comprendiamo l’importanza di queste opportunità per le imprese. Sappiamo che passare a fonti di energia rinnovabile, come l’installazione di impianti fotovoltaici o la modernizzazione degli impianti di climatizzazione, non solo riduce i costi energetici, ma contribuisce anche a un futuro più sostenibile.

Ti invitiamo a proseguire nella lettura per approfondire come i crediti energia aziende possono essere un vantaggio per la tua impresa. Inoltre, non perdere l’opportunità di una consulenza gratuita: compila il modulo contatti in fondo alla pagina per scoprire come possiamo aiutarti a massimizzare i benefici dei crediti energia e a migliorare l’efficienza energetica della tua azienda.

L’Importanza della Data Limite e Come Prepararsi

Come imprenditore o proprietario di un’azienda, specialmente in settori ad alto consumo energetico, è cruciale comprendere l’importanza della scadenza per i Crediti Energia Imprese. La data del 16 novembre non è solo un termine amministrativo, ma un’opportunità strategica per ottimizzare la gestione finanziaria e energetica della tua impresa.

Ecco alcuni passi fondamentali per prepararti adeguatamente alla scadenza:

  1. Verifica i Crediti Disponibili: Assicurati di avere un quadro chiaro dei crediti energia accumulati dalla tua azienda. Questo ti permetterà di comprendere l’entità del beneficio fiscale a tua disposizione.
  2. Organizza la Documentazione: Raccogli e organizza tutti i documenti necessari per la compensazione dei crediti. Questo include fatture energetiche, dichiarazioni fiscali precedenti e qualsiasi altra documentazione pertinente.
  3. Consulta un Esperto: Considera di consultare un esperto in materia fiscale o un consulente specializzato in crediti energia aziende. Questo può aiutarti a navigare nel processo con maggiore sicurezza e a massimizzare i benefici.
  4. Pianifica per il Futuro: Utilizza questa scadenza come un momento per valutare e pianificare futuri investimenti in efficienza energetica. L’installazione di impianti fotovoltaici o la modernizzazione degli impianti di climatizzazione possono essere passi significativi verso una maggiore indipendenza energetica e riduzione dei costi.
  5. Agisci in Anticipo: Non aspettare l’ultimo momento per agire. Iniziare il processo di compensazione prima della scadenza può evitare intoppi e stress inutili.

Dettagli sui Crediti Energia Imprese

I Crediti Energia Imprese rappresentano un’opportunità significativa per ridurre i costi operativi e investire in soluzioni di efficienza energetica, come impianti fotovoltaici o sistemi di climatizzazione avanzati. Ma come mai?

Ecco una spiegazione dettagliata dei tassi percentuali dei crediti d’imposta applicabili alle spese energetiche per il 1° e 2° trimestre del 2023:

  1. Per il 1° Trimestre 2023:
    • 45% per i costi sostenuti dalle imprese.
    • 35% per le imprese non gasivore.
  2. Per il 2° Trimestre 2023 (come modificato dal decreto 34/2023, ovvero il decreto Energia):
    • 20% per le imprese che rispettano i requisiti specifici.
    • 10% per le imprese non gasivore che rispettano i requisiti.

Questi crediti d’imposta rappresentano un incentivo fiscale diretto per alleggerire il carico delle spese energetiche. Possono essere utilizzati per compensare le imposte dovute, rappresentando così un risparmio immediato e tangibile per la tua azienda.

Il Decreto Proroghe e le Sue Implicazioni

Analizziamo l’impatto del Decreto Proroghe sui Crediti Energia Imprese. Questo decreto ha introdotto modifiche significative alle scadenze per l’utilizzo dei crediti d’imposta, influenzando direttamente la tua pianificazione finanziaria e fiscale.

Analizziamo come ha cambiato le regole del gioco qui di seguito:

  1. Modifica delle Scadenze: Originariamente, i crediti d’imposta energia potevano essere utilizzati fino al 31 dicembre 2023. Tuttavia, il Decreto Proroghe ha anticipato questa scadenza al 16 novembre 2023. Questo cambiamento richiede una rapida azione e una rivalutazione delle strategie fiscali per le imprese.
  2. Impatto sulle Imprese: Questa modifica delle scadenze significa che devi agire velocemente per sfruttare i crediti d’imposta. È fondamentale rivedere i tuoi piani di spesa energetica e assicurarti di utilizzare i crediti disponibili entro la nuova scadenza.
  3. Opportunità di Efficienza Energetica: Nonostante la sfida delle scadenze anticipate, il Decreto Proroghe rappresenta anche un’opportunità. Per le aziende come la tua, che mirano a ridurre i costi energetici, è il momento ideale per investire in soluzioni di efficienza energetica, come l’installazione di impianti fotovoltaici o sistemi di climatizzazione avanzati.

Procedure e Adempimenti per la Compensazione

. Ecco una guida passo-passo che ti spiega le procedure amministrative da seguire soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo dei crediti energia imprese in compensazione attraverso il modello F24.

  1. Verifica dei Crediti Disponibili: Prima di tutto, assicurati di avere una chiara comprensione dei crediti energia accumulati dalla tua azienda. Questi crediti sono calcolati in base alle spese energetiche sostenute e variano a seconda del trimestre.
  2. Preparazione del Modello F24: Il modello F24 è lo strumento principale per la compensazione dei crediti. È fondamentale compilare correttamente tutte le sezioni, indicando l’importo esatto dei crediti da compensare.
  3. Inserimento dei Dati Specifici: Nel modello F24, dovrai inserire dati specifici relativi ai tuoi crediti energia. Questo include il periodo di riferimento (ad esempio, 1° o 2° trimestre 2023) e l’ammontare percentuale del credito (ad esempio, 45% per le imprese gasivore).
  4. Comunicazione all’Agenzia delle Entrate: Prima di procedere con la compensazione, è necessario inviare una comunicazione all’Agenzia delle Entrate. Questo passaggio è cruciale per garantire la correttezza e la trasparenza del processo.
  5. Utilizzo dei Crediti entro le Scadenze: Assicurati di utilizzare i tuoi crediti energia entro le scadenze stabilite, come modificato dal Decreto Proroghe. La scadenza attuale è fissata al 16 novembre 2023.
  6. Conservazione della Documentazione: Dopo aver utilizzato i crediti in compensazione, conserva tutta la documentazione relativa. Questo è essenziale per eventuali controlli futuri e per una gestione finanziaria accurata.

Cessione dei Crediti Energia Imprese: Cosa Devi Sapere

Come imprenditore o proprietario di un’azienda, specialmente in quelle ad alto consumo energetico, è fondamentale comprendere a pieno il processo di cessione dei Crediti Energia Imprese. Ecco le informazioni chiave che devi sapere per gestire efficacemente questa opportunità.

Come abbiamo già visto, i crediti d’imposta energia sono sostanzialmente degli incentivi fiscali che ricevi per le spese energetiche sostenute dalla tua azienda. Questi possono essere utilizzati per ridurre le tue tasse o ceduti a terzi tramite la compensazione orizzontale.

Per quanto riguarda la cessione dei crediti energia imprese devi sapere che hai la possibilità di cedere i tuoi crediti energia a terzi, inclusi fornitori o istituti di credito. Questo può essere un’opzione vantaggiosa se non hai sufficiente imposta da compensare.

Se decidi di cedere i tuoi crediti, è importante seguire le procedure corrette:

    • Comunicazione all’Agenzia delle Entrate: Devi comunicare la cessione dei crediti all’Agenzia delle Entrate prima di procedere.
    • Documentazione Necessaria: Assicurati di avere tutta la documentazione necessaria per dimostrare la validità dei crediti e la legittimità della cessione.

Il nostro consiglio in merito alla cessione dei crediti energia rimane uno, ma è fondamentale. Prima di procedere con la cessione, valuta attentamente i benefici. Considera il valore immediato del credito rispetto al potenziale risparmio fiscale futuro.

Conclusione e Invito alla Consulenza Gratuita con Solar Cash

Siamo giunti al termine di questo viaggio sui Crediti Energia Imprese, esplorando le opportunità e le sfide che essi rappresentano. Ora, è il momento di agire e trasformare queste informazioni in vantaggi tangibili per la tua azienda. .

Solar Cash srl è qui per trasformare queste opportunità in realtà per la tua impresa. Offriamo consulenza gratuita per aiutarti a navigare nel mondo dei crediti energia e a identificare le migliori soluzioni di efficientamento energetico per la tua azienda. Che tu stia considerando l’installazione di impianti fotovoltaici di grandi dimensioni o il rinnovo del tuo sistema di climatizzazione, siamo il partner che ti serve.

Non perdere questa occasione. Contatta Solar Cash oggi stesso per una consulenza personalizzata. Insieme, possiamo esplorare come i crediti energia e le soluzioni di efficientamento energetico possono aiutarti a ridurre i costi e aumentare l’indipendenza energetica della tua azienda.

Fai il primo passo verso un futuro energetico più sostenibile e redditizio. Compila il modulo contatti in fondo alla pagina per essere ricontattato dai nostri esperti. Con Solar Cash, il potere di un’energia più efficiente e sostenibile è nelle tue mani.

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Manovra di Bilancio 2024: Opportunità e Incentivi per le Imprese

Un approfondimento sulle misure che riguardano le imprese che saranno contenute all’interno della Manovra di Bilancio 2024

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Nel panorama attuale, la Manovra di Bilancio 2024 è un punto di svolta strategico per chi come te è un’imprenditore o proprietario di un’azienda. Specialmente nel caso in cui operi in settori ad alto consumo energetico. Questa bozza di legge, che include la legge di bilancio 2024 (qui trovi il testo del disegno di legge presentato in questi giorni), apre nuove e significative opportunità per ridurre i costi energetici e aumentare l’indipendenza energetica della tua impresa.

In questo contesto, Solar Cash srl è, come sempre, un partner fondamentale. Specializzati nell’efficientamento energetico degli edifici, offriamo soluzioni avanzate come l’installazione di impianti fotovoltaici di grandi dimensioni e sistemi di riscaldamento o climatizzazione aziendale all’avanguardia.

Il nostro obiettivo?

Aiutarti a sfruttare al massimo gli incentivi fiscali previsti dalla Manovra di Bilancio 2024, trasformando la tua azienda in un modello di efficienza e sostenibilità energetica.

Ti invitiamo a proseguire nella lettura per scoprire in dettaglio come la Manovra di Bilancio 2024 può aiutare la tua impresa. E non dimenticare: compilando il modulo contatti in fondo alla pagina, potrai ricevere una consulenza gratuita da parte dei nostri esperti. È il momento di fare un passo avanti verso l’indipendenza energetica e la riduzione dei costi: Solar Cash è qui per guidarti in questo percorso.

Manovra di Bilancio 2024: Rifinanziamento della Sabatini e Proroga R&S. Cosa Significa per la Tua Impresa?

Nell’ambito della Manovra di Bilancio 2024 il rifinanziamento della Nuova Sabatini (di cui parliamo qui) e la proroga della sanatoria Ricerca e Sviluppo (R&S) sono due aspetti fondamentali. Queste misure, rappresentano infatti un’opportunità significativa per ridurre i tuoi costi energetici e incrementare l’efficienza.

Il rifinanziamento della Nuova Sabatini è una leva strategica per il tuo business. Questo incentivo, ora rinnovato, ti permette di accedere a finanziamenti agevolati per l’acquisto di nuovi macchinari, inclusi quelli per l’efficientamento energetico (ne avevamo parlato anche qui). Immagina di poter installare un impianto fotovoltaico di grandi dimensioni o modernizzare il tuo sistema di climatizzazione, riducendo notevolmente i costi energetici e aumentando la sostenibilità della tua azienda.

Parallelamente, la proroga della sanatoria R&S estende il periodo in cui puoi beneficiare di crediti d’imposta per attività di ricerca e sviluppo. Questo significa più tempo e risorse per investire in innovazioni che possono trasformare il tuo approccio energetico, rendendolo più efficiente e meno costoso.

La Nuova Sabatini: Vantaggi per Investimenti Produttivi

Nel contesto della Manovra di Bilancio 2024, un elemento chiave per la tua impresa  è il rifinanziamento della Nuova Sabatini. Ecco come puoi trarne beneficio:

  1. Accesso a Finanziamenti Agevolati: La Nuova Sabatini mette a disposizione finanziamenti a condizioni favorevoli per l’acquisto di nuovi macchinari e tecnologie, inclusi quelli per l’efficientamento energetico.
  2. Riduzione dei Costi Energetici: Investendo in tecnologie come impianti fotovoltaici di grandi dimensioni o sistemi di climatizzazione avanzati, puoi ridurre significativamente i costi energetici della tua azienda.
  3. Incremento dell’Efficienza Energetica: L’adozione di tecnologie più efficienti non solo riduce i costi, ma migliora anche la sostenibilità complessiva del tuo business.
  4. Contributo alla Transizione Energetica: Attraverso questi investimenti, la tua impresa diventa parte attiva nella transizione verso un’economia più verde e sostenibile.
  5. Competitività sul Mercato: L’efficientamento energetico può migliorare l’immagine della tua azienda, rendendola più competitiva in un mercato sempre più orientato alla sostenibilità.

Credito d’Imposta Ricerca e Sviluppo: Una Proroga Cruciale

Nel quadro della Manovra di Bilancio 2024, un aspetto di particolare rilievo per la tua azienda, soprattutto se operi in settori ad alta intensità energetica, è la proroga del credito d’imposta per Ricerca e Sviluppo (R&S).  Ecco come puoi trarre vantaggio da questa opportunità:

  1. Estensione del Tempo per Innovare: La proroga ti dà più tempo per sviluppare progetti innovativi nel campo dell’efficientamento energetico.
  2. Risorse Finanziarie Aggiuntive: Puoi accedere a risorse finanziarie supplementari per sostenere la ricerca e lo sviluppo, fondamentali per l’evoluzione tecnologica della tua impresa.
  3. Focus su Tecnologie Sostenibili: Sfrutta questa occasione per concentrarti su tecnologie sostenibili riducendo l’impatto ambientale e i costi energetici.
  4. Miglioramento della Competitività: Investire in R&S ti permette di posizionare la tua azienda come leader nel settore dell’efficientamento energetico, migliorando la tua competitività sul mercato.
  5. Contributo alla Transizione Energetica: Partecipando attivamente allo sviluppo di soluzioni innovative, la tua azienda diventa un attore chiave nella transizione verso un futuro energetico più sostenibile.

Gli Incentivi per il Rientro in Italia nella Manovra di Bilancio 2024: Reshoring e Riduzione Fiscale:

Nel contesto della Manovra di Bilancio 2024, un’opportunità significativa è rappresentata dalle nuove norme sul reshoring. Queste disposizioni offrono incentivi per le imprese che decidono di far rientrare la loro produzione in Italia, con particolare attenzione al settore energetico.

Ecco i punti chiave:

  1. Riduzione Fiscale del 50%: Se la tua azienda decide di rientrare in Italia con i propri impianti di produzione, potrai beneficiare di una significativa riduzione fiscale del 50%.
  2. Focus sul Settore Energetico: Questo incentivo è particolarmente vantaggioso se la tua impresa opera nel settore energetico, specialmente se consuma molta energia o se è impegnata nella transizione verso fonti rinnovabili.
  3. Condizioni di Eleggibilità: Per accedere a questi benefici, l’attività deve essere stata precedentemente svolta in un paese non appartenente all’UE o allo Spazio Economico Europeo.
  4. Sostenibilità e Innovazione: Il reshoring favorisce l’adozione di tecnologie innovative e sostenibili, come l’installazione di impianti fotovoltaici di grandi dimensioni o il rinnovo degli impianti di climatizzazione. In questo modo contribuisce alla riduzione dell’impatto ambientale e dei costi energetici.
  5. Impegno a Lungo Termine: Per mantenere gli incentivi, la tua azienda dovrà impegnarsi a non delocalizzare nuovamente le attività per un periodo stabilito.

Assunzioni e Detrazioni: Meno Tasse per le Imprese che Crescono

Nell’ambito della Manovra di Bilancio 2024 sono presenti misure che prevedono un aumento delle detrazioni per le aziende che incrementano i livelli occupazionali.

Ecco come questa misura può influenzare positivamente il tuo business:

  1. Detrazioni Maggiorate per Nuove Assunzioni: Se la tua azienda aumenta il numero di dipendenti rispetto all’anno precedente, potrai beneficiare di una detrazione maggiorata del 20%.
  2. Ulteriori Incentivi per Assunzioni Specifiche: L’incremento delle detrazioni sale al 30% se assumi categorie particolari, come mamme, under 30, percettori di reddito di cittadinanza e persone con invalidità.
  3. Impatto sul Settore Energetico e Ambientale: Questa misura è particolarmente vantaggiosa per le aziende del settore energetico, che spesso richiedono un aumento del personale per gestire progetti di efficientamento energetico, come l’installazione di impianti fotovoltaici di grandi dimensioni o la modernizzazione degli impianti di climatizzazione.
  4. Riduzione del Carico Fiscale: Con l’aumento delle detrazioni, la tua azienda può ridurre significativamente il carico fiscale, liberando risorse da reinvestire in iniziative di crescita e sviluppo sostenibile.
  5. Contributo alla Crescita Economica e Ambientale: Assumendo più personale e investendo in tecnologie sostenibili, la tua azienda non solo cresce economicamente, ma contribuisce anche attivamente alla transizione energetica e alla tutela dell’ambiente.

In conclusione, la Manovra di Bilancio 2024 offre un’importante leva fiscale per le aziende in crescita dove l’efficienza energetica e la sostenibilità sono cruciali. Con Solar Cash srl, puoi esplorare le migliori strategie per sfruttare queste detrazioni, potenziando la tua impresa e contribuendo a un futuro più verde e sostenibile.

Il Futuro del Piano Transizione 5.0 e le Opportunità per le Imprese

Nel contesto attuale della Manovra di Bilancio 2024, un elemento chiave da considerare è l’assenza del Piano Transizione 5.0. Questo aspetto, potrebbe sembrare un punto di stallo, ma in realtà nasconde potenziali opportunità future. Qui di seguito abbiamo provato ad analizzarne le motivazioni.

Nonostante la sua assenza, il Piano Transizione 5.0 rimane un’opportunità cruciale per incentivare l’acquisto di beni strumentali che favoriscono la transizione energetica. Per questo è importante rimanere aggiornati sui futuri sviluppi. Le risorse per il finanziamento del piano potrebbero essere integrate in un prossimo emendamento o in un provvedimento ad hoc.

Per aziende come la tua, che mirano a ridurre i costi energetici, l’attesa del Piano Transizione 5.0 può essere un momento strategico per pianificare investimenti futuri in efficientamento energetico. Non farti trovare impreparato ed inizia a  valutare le opzioni disponibili, come l’installazione di impianti fotovoltaici di grandi dimensioni o la modernizzazione degli impianti di climatizzazione. Solo così sarai pronto a cogliere le opportunità non appena il Piano Transizione 5.0 verrà attivato.

Affidati a specialisti come Solar Cash srl per esplorare le migliori soluzioni di efficientamento energetico e per essere pronti a sfruttare al massimo le opportunità offerte dal futuro Piano Transizione 5.0!

Conclusione

In conclusione, la Manovra di Bilancio 2024 rappresenta un’opportunità significativa specialmente se operi in settori ad alta intensità energetica. Con il rifinanziamento della Nuova Sabatini, la proroga del credito d’imposta R&S, e le misure di reshoring, questa manovra, delineata nella bozza legge di Bilancio 2024, apre nuove strade per l’efficientamento energetico e l’innovazione.

Ora è il momento di agire. Se la tua azienda è orientata a ridurre i costi energetici, passando alle energie rinnovabili o rinnovando gli impianti di climatizzazione, le opportunità offerte dalla Manovra di Bilancio 2024 sono da cogliere al volo. E qui entra in gioco Solar Cash srl, il tuo partner ideale in questo percorso.

Ti invitiamo a contattarci per una consulenza gratuita e personalizzata. I nostri esperti sono pronti a guidarti attraverso le diverse opzioni di efficientamento energetico, aiutandoti a comprendere come sfruttare al meglio gli incentivi fiscali disponibili. Che si tratti di installare un impianto fotovoltaico di grandi dimensioni o di modernizzare il tuo sistema di riscaldamento e climatizzazione, siamo qui per supportarti.

Non perdere questa occasione unica. Compila il modulo contatti in fondo alla pagina per essere ricontattato da un nostro esperto. Insieme, possiamo trasformare le sfide energetiche della tua impresa in opportunità di crescita e innovazione. Con Solar Cash, il futuro energetico della tua azienda inizia oggi.

 

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Italian Energy Summit: un’analisi a tutto tondo sui nuovi rincari energia

Mentre Arera annuncia nuovi aumenti dei prezzi dell’ energia nel prossimo trimestre all’ Italian Energy Summit organizzato da il Sole 24 ore si fa un’analisi approfondita della situazione

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La recente edizione dell’Italian Energy Summit (sito ufficiale), evento promosso dal Sole 24 Ore e dal Gruppo 24 Ore, ha messo in evidenza una serie di temi cruciali per il panorama energetico. Tra i temi esaminati c’è stato in particolare il persistente problema degli aumenti prezzi energia. Questa piattaforma, che rappresenta un punto di riferimento fondamentale per il mercato energetico italiano e internazionale, ha rivelato sfide e opportunità, ma soprattutto ha acceso i riflettori sulle difficoltà del momento.

La transizione energetica, gli investimenti e le difficoltà. Criticità e opportunità per una rivoluzione che porta appresso anche elementi di sofferenza. L’evento ha permesso di effettuare un’analisi a tutto tondo in cui si intrecciano fattori geopolitici, come l’invasione russa in Ucraina, che ha amplificato le incertezze economiche per l’Eurozona, e le difficoltà domestiche, rappresentate dai rincaro prezzi energia e dal caro bollette, che toccano direttamente gli imprenditori e le aziende.

All’interno dell’ Italian Energy Summit, Fabio Tamburini, direttore del Sole 24 Ore, Radiocor e Radio24, ha lanciato un appello:

«è l’ora di darsi una svegliata». Perché «tutti sono d’accordo sulla transizione energetica, ma il passaggio non è così semplice».

Ha poi proseguito evidenziando che la vera sfida non è legata alla disponibilità di investimenti, ma alla burocrazia.

«Non è un problema di investimenti, c’è chi vuole farli e non aspetta altro. Ci sono gruppi importanti italiani che sono in difficoltà a investire in Italia per produrre e installare impianti di energia rinnovabili e vanno a farlo in altri paesi».

In tale scenario, per le aziende, soprattutto quelle con alto consumo energetico, la chiave potrebbe risiedere nell’investimento nelle energie rinnovabili. E proprio mentre cresce il caro prezzi energia, l’indipendenza energetica e gli incentivi fiscali diventano sempre più un’opportunità da non sottovalutare.

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Pichetto Fratin: piattaforma nazionale per nucleare sostenibile

Il recente aumento dei prezzi dell’energia ha riacceso il dibattito sul futuro energetico dell’Italia. Mentre gli aumenti prezzi energia sono all’ordine del giorno e il caro bollette continua a pesare sulle aziende, l’attenzione si sposta verso soluzioni sostenibili e strategie per contrastare il rincaro prezzi energia.

Al centro di questa discussione, si pone la dichiarazione del ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin rilasciata durante Italian Energy Summit:

«La transizione ecologica ed energetica è un tema chiave per l’economia del domani e può diventare un motore di sviluppo».

Il ministro ha evidenziato l’importanza di una società decarbonizzata, sottolineando che questo cambio radicale richiede una trasformazione profonda del nostro sistema energetico. Ma come?

«Accanto al progressivo aumento percentuale delle Fer si prevede l’introduzione di nuove tecnologie, di combustibili verdi, alternativi», ha affermato Pichetto Fratin, menzionando inoltre l’importanza di «avvio della piattaforma nazionale per un nucleare sostenibile».

Se sei un imprenditore o proprietario di un’azienda energivora, è fondamentale comprendere l’importanza di questa transizione. L’attenzione del governo sulle energie rinnovabili e la chiara direzione verso la decarbonizzazione offre opportunità di incentivi fiscali. Ma, parallelamente, il caro prezzi energia rimane un nodo cruciale. Il nodo da sciogliere è quello delle semplificazioni che non arrivano e lo snellimento delle procedure, un aspetto che potrebbe fare la differenza nel percorso verso un futuro energetico più sostenibile. L’obiettivo? Abbattere costi e dipendenza energetica, spingendo il settore verso l’innovazione e la sostenibilità.

Besseghini di Arera: all’Italian Energy Summit annuncia nuovi aumenti prezzi energia nel prossimo trimestre

In un clima di instabilità economica, gli aumenti prezzi energia sono una delle principali preoccupazioni per gli imprenditori e proprietari di aziende. La recente dichiarazione del presidente di Arera, Stefano Besseghini, ha gettato ulteriore luce su questa tendenza imminente.

«Sull’aggiornamento trimestrale dell’energia elettrica di domani un po’ di sussulto ci sarà, non come l’anno scorso, ma inevitabilmente le oscillazioni significative che vediamo sui mercati ribattono sul prossimo trimestre».

Questa prospettiva, insieme al caro bollette e al caro prezzi energia, rende fondamentale per le aziende prendere decisioni strategiche.

Ma non è tutto tenebroso. Gelsomina Vigliotti, vice presidente della Bei, durante Italian Energy Summit ha affermato:

«Come Bei abbiamo deciso di aumentare la nostra potenza di fuoco per quanto riguarda i finanziamenti alla transizione energetica. Nei prossimi sette anni abbiamo deciso di aumentare i nostri finanziamenti prima a 30 e poi a 45 miliardi da qui al 2027».

Un segnale chiaro che gli investimenti nel settore energetico sono in aumento, offrendo un’opportunità chiara per aziende energivore di sfruttare gli incentivi fiscali e passare alle energie rinnovabili.

Claudio Descalzi, Ceo dell’Eni, ha ribadito l’importanza della pianificazione a lungo termine:

«Gli investimenti nell’energia e nell’ambiente sono a lungo termine… È giusto darsi degli obiettivi ma bisogna dare a ogni Paese la libertà di raggiungerli in funzione del suo mix e delle sue tecnologie energetiche, altrimenti si rischia di dover tornare indietro».

Mentre la sicurezza rimane una preoccupazione dominante, con riferimento alle tensioni in Ucraina e alle decisioni delle banche centrali, ci sono segnali positivi. Nicola Lanzetta, direttore di Enel per l’Italia durante Italian Energy Summit, ha enfatizzato:

«L’impegno con il Pnrr è focalizzato sulle reti: ci sono 3,5 miliardi che investiremo perché la capacità di hosting e di resilienza diventi sempre migliore; di questi 1,8 miliardi sono dedicati al Sud».

Mentre affronti il rincaro prezzi energia, la strategia e l’innovazione possono tracciare la via verso un futuro energetico più resiliente.

Lanzetta (Enel) ad Italian Energy Summit afferma che pensare a proroga per servizio maggior tutela

Con l’attuale clima di incertezza, la questione dell’aumenti prezzi energia continua a dominare il dibattito. Come imprenditore o proprietario di un’azienda energivora, sicuramente ti trovi a riflettere sul futuro energetico e sulle soluzioni per attenuare l’effetto del caro bollette. Nicola Lanzetta, di Enel, ha recentemente suggerito una possibile direzione durante Italian Energy Summit:

«Pensare a una proroga per la fine del servizio della maggior tutela penso sia più che giusto perché permetterà di avere un cliente più consapevole della scelta e soprattutto di evitare uno shock che, in un momento come questo, ci fa ritenere che oggi non sia il momento migliore».

Questa dichiarazione arriva in un momento in cui l’aumenti prezzi energia e il caro bollette stanno diventando preoccupazioni sempre più pressanti. Tuttavia, ci sono anche segni di progresso come emerso durante Italian Energy Summit.

Stefano Venier, CEO di Snam, ha condiviso ottimismo riguardo la preparazione per il prossimo inverno:

«Quest’anno ci siamo messi avanti con il lavoro e lo scorso 20 settembre abbiamo superato il quantitativo in stoccaggio che abbiamo raggiunto in tutto il 2022… abbiamo preparato il sistema nel migliore dei modi per il prossimo inverno».

Questo è certamente rassicurante dato il rincaro prezzi energia. A ulteriore sostegno della diversificazione energetica, Venier ha sottolineato l’aumento delle importazioni di LNG e l’impegno di Snam nella visione dell’infrastruttura energetica futura.

Palermo (Acea): acqua tema trascurato nel nostro Paese

Nel contesto attuale di aumenti prezzi energia, l’acqua è sicuramente una tematica cruciale, spesso oscurata dalle preoccupazioni sul caro bollette e il rincaro prezzi energia. Se sei un imprenditore o un proprietario d’azienda, questa questione potrebbe avere un impatto tangibile sul tuo business, soprattutto se operi in settori energivori.

Fabrizio Palermo, ad e dg di Acea, sottolinea con enfasi:

«È un tema trascurato nel nostro Paese… il cambiamento climatico ha portato alla transizione energetica ma anche a un problema idrico. Questo ha un peso su vari settori, come l’agricoltura, l’industria, l’energia e più si va verso l’utilizzo di nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, più si consuma acqua».

Questa dichiarazione rafforza l’idea che il caro prezzi energia non è l’unico tema da considerare.

Guardando al futuro energetico dell’Italia, Marco Marsili di Shell Italia durante Italian Energy Summit evidenzia che:

«L’Italia è un paese appetibile, ha molte potenzialità e una posizione strategica… Il governo vuole fare dell’Italia un energy hub e credo abbia tutti gli strumenti per diventarlo».

Questa visione è corroborata da altre voci nel settore, come quella di Luca Schieppati di Tap e Luca Dal Fabbro di Iren, che parlano rispettivamente delle prospettive del gas e del potenziale nucleare nel nostro Paese.

Con l’accento sull’idroelettrico e sulle energie rinnovabili, Stefano Granella di A2A sottolinea:

«Abbiamo una grande opportunità che proviene dall’acqua. Ci sono 12,5 di terawattora che ci aspettano e una ricaduta potenziale di 25 miliardi di euro. Tutto dipende da noi».

Riflettendo sull’importanza di stare al passo con le innovazioni, Paolo Gallo di Italgas enfatizza:

«Siamo diventati in questi anni più che una società che distribuisce gas, una società tech che gestisce infrastrutture».

Il messaggio è chiaro. Ora più che mai è essenziale essere proattivi nella ricerca di soluzioni energetiche innovative e sostenibili, come quelle offerte da Solar Cash srl, per assicurarti un futuro prospero nel panorama energetico italiano.

Le nuove frontiere dell’energia: Rincaro prezzi energia e l’opportunità per le aziende

Nel contesto attuale di aumenti prezzi energia, molte aziende si trovano ad affrontare sfide senza precedenti. Il caro bollette e il rincaro prezzi energia non sono solo temi da titoli giornalistici, ma realtà concrete che toccano il bilancio delle imprese, in particolare quelle energivore. Ma come spesso accade, con le sfide emergono anche nuove opportunità.

L’Italian Energy Summit ha messo in luce le nuove frontiere dell’energia: l’incalzante necessità di decarbonizzazione, l’avanzamento delle energie rinnovabili come l’idrogeno e le biomasse, e l’urgenza di accelerare in un contesto globale in rapida evoluzione.

Laura Alice Villani, managing director e senior partner Bcg durante Italian Energy Summit, ha sottolineato durante l’evento:

«L’Italia, come gli altri Paesi, ha registrato un livello record di emissioni nel 2022… La transizione energetica sta diventando più costosa. Ma ci sono già una serie di tecnologie economicamente competitive che possono fare la differenza».

Se gestisci un’azienda con un alto consumo di energia, come le acciaierie, queste parole potrebbero risuonare particolarmente vere. Camilla Benedetti, Presidente ABS Acciaierie, ha condiviso:

«L’idrogeno verde per noi è una sfida importante», evidenziando l’importanza di tecnologie sostenibili nel settore industriale.

Per te, come imprenditore o titolare di un’azienda, c’è una chiara direzione: è essenziale esplorare e investire in queste nuove frontiere dell’energia. Farlo non solo contribuirà a contrastare il caro prezzi energia, ma ti posizionerà anche come leader nel panorama energetico del futuro. E con società come Solar Cash srl, specializzata in soluzioni fotovoltaiche per aziende, il percorso verso l’efficienza energetica e la sostenibilità è più accessibile che mai.

Lanzi (Snam) a Italian Energy Summit annuncia che la risposta all’aumento dei prezzi dell’energia potrebbe essere nell’idrogeno e nelle strutture esistenti

Se sei un imprenditore o gestisci un’azienda con un alto consumo energetico, saprai che il caro bollette e il rincaro prezzi energia rappresentano delle sfide senza precedenti. Ma, come ogni sfida, nasconde anche un’opportunità. L’introduzione dell’idrogeno come fonte energetica sostenibile sta riscuotendo un crescente interesse.

Snam, uno dei principali attori nel settore, ha riconosciuto quest’opportunità. Dina Lanzi, della Decarbonization Technology Development Unit di Snam, ha chiarito:

«Abbiamo iniziato a credere e puntare sull’idrogeno da qualche anno… Siamo partiti dal nostro core business e abbiamo studiato la possibilità di riutilizzare la struttura gas anche per l’idrogeno. Abbiamo anche lanciato un’attività di testing sull’idrogeno sugli impianti industriali».

Lucia Visconti Parisio, dell’università Milano Bicocca, ha evidenziato l’importanza della gestione del caro prezzi energia a lungo termine, sottolineando l’indispensabile ruolo delle energie rinnovabili e degli operatori del settore. Andrea Bigai, dell’Associazione EBS, ha enfatizzato l’importanza delle biomasse, indicando che:

«Il mondo è cambiato e il meccanismo di incentivazione deve essere riformato».

Bernardo Ricci Armani di Statkraft ha ribadito l’importanza del tempo nella transizione energetica:

«La transizione energetica fa paura. Il nodo più spinoso riguarda quello delle tempistiche. In questo contesto, le aziende possono svolgere un ruolo fondamentale».

In questo scenario in evoluzione, l’idrogeno emerge come una risposta potenziale all’aumento dei prezzi dell’energia. Mentre le sfide persistono, è chiaro che la collaborazione, l’innovazione e l’adattamento sono essenziali per affrontare il futuro energetico. E tu, come leader nel settore, sei in una posizione unica per guidare e beneficiare di questo cambiamento.

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Transizione 4.0 e credito d’imposta 2023: tutte le novità

Transizione 4.0 credito d’imposta 2023-2025: scopri tutte le novità insieme a Solar Cash

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Se ti stai chiedendo come la transizione 4.0 e il credito d’imposta 2023 possano aiutare la tua azienda a risparmiare e innovare, sei nel posto giusto. La strategia fiscale italiana per gli anni a venire ha subito notevoli cambiamenti, specialmente per le aziende energivore come la tua.

In questo articolo, abbiamo districato tutte le nuove direttive sul piando di Transizione 4.0, focalizzandoci sul credito d’imposta 2023-2025. Queste informazioni sono essenziali se miri a capitalizzare gli incentivi per l’acquisto di macchinari industriali avanzati.

Ecco le novità principali:

  • Transizione 4.0 2023 non solo estende ma anche amplifica le agevolazioni iniziate nel 2017 per i beni “Industria 4.0” (ne parliamo anche qui);
  • La chiave di volta dell’agevolazione 2023 sta nel fatto che, a partire dal 2020, l’iperammortamento si trasforma in un credito d’imposta. Questo significa che il beneficio fiscale è ora calcolato come percentuale del costo di acquisizione di un bene, come un macchinario.

Se hai ulteriori domande o desideri approfondire come Solar Cash srl può assisterti nella transizione 4.0 e credito d’imposta 2023-2025, ti invitiamo a compilare il modulo contatti in fondo alla pagina con i tuoi dati. I nostri esperti ti ricontatteranno prontamente per fornirti tutte le informazioni necessarie e aiutarti a navigare in questo nuovo scenario fiscale.

Credito d’imposta 2023 e Transizione 4.0: quali sono le principali modifiche rispetto al 2022?

Se stai puntando a innovare la tua azienda, soprattutto se rientri nel settore energivoro, è fondamentale che tu sia al passo con le novità introdotte dal credito d’imposta 2023. Grazie alle normative recenti, le opportunità di investimento nel campo della Transizione 4.0 sono diventate ancor più vantaggiose.

A differenza del 2022, il credito d’imposta 2023-2025 porta con sé alcune variazioni significative. È stato infatti notato un calo nei benefici per chi acquista macchinari, come previsto dalla legge di bilancio 2021. La causa? La progressiva diminuzione sia delle percentuali del costo del bene che va a credito d’imposta sia del massimale degli investimenti ammissibile.

Ecco una tabella che ti chiarirà le differenze:

Periodo di consegna della macchina % Credito d’imposta massimo Quota di investimenti per anno
16/11/2020 – 31/12/22 50% del costo del bene Fino a 2,5 milioni (€)
01/01/2022-31/12/2022 40% del costo del bene Fino a 2,5 milioni (€)
01/01/2022-31/12/2022 20% del costo del bene Oltre i 2,5 milioni e fino a 10 milioni (€)
01/01/2022-31/12/2022 10% del costo del bene Oltre i 10 milioni (€) (limite max 20 milioni)
01/01/2023-31/12/2025 20% del costo del bene Fino a 2,5 milioni (€)
01/01/2023-31/12/2025 10% del costo del bene Oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni (€)
01/01/2023-31/12/2025 5% del costo del bene Oltre i 10 milioni (€) (limite max 20 milioni)

È fondamentale sottolineare che, nonostante le variazioni, nel triennio 2023-2025 è ancora possibile beneficiare immediatamente del credito nell’anno di interconnessione della macchina, un vantaggio non presente fino al 2020.

Se desideri saperne di più sulle opportunità offerte dalla transizione 4.0 e credito d’imposta 2023 per la tua azienda, ti invitiamo a compilare il modulo contatti. Gli esperti di Solar Cash srl saranno felici di fornirti tutte le informazioni necessarie e di guidarti in questa nuova fase di transizione energetica ed economica.

Alcune precisazioni

Desideriamo adesso fornirti alcune informazioni fondamentali legate al credito d’imposta 2023 e ai vantaggi che esso può portare alla tua azienda, soprattutto se operi in settori energivori e stai cercando soluzioni sostenibili per ridurre i costi energetici.

Prima di tutto, è fondamentale sapere che nel triennio 2023-2025 potrai usufruire del credito senza attendere l’anno successivo all’interconnessione della macchina. Questo rappresenta una significativa evoluzione rispetto alla normativa pre-2020, che ti permette di beneficiare immediatamente degli incentivi offerti dalla transizione 4.0 e credito d’imposta.

Inoltre, vogliamo mettere in luce alcuni dettagli:

  1. Il credito d’imposta non è soggetto a tassazione ai fini IRPEF / IRES / IRAP.
  2. Puoi cumulare questo vantaggio con altre agevolazioni (come quelle specifiche per il Sud), purché il totale non superi il costo sostenuto per l’investimento. Ti consigliamo questo approfondimento per saperne di più!
  3. Ci sono dei passaggi burocratici da tenere in considerazione per il credito d’imposta 2023-2025:
    • Le imprese che vogliono beneficiare delle agevolazioni 2023 devono comunicarlo al Ministero dello sviluppo economico.
    • È necessaria una perizia asseverata (o attestazione da un ente certificatore) per beni il cui valore sia uguale o superiore a 300.000 euro.
    • Tutte le fatture e i documenti relativi all’acquisto dei beni agevolati devono fare riferimento alle disposizioni dei commi da 1054 a 1058-ter dell’art. 1 della Legge 178 del 30 dicembre 2020, come modificata dalla legge 234/2021, art. 1, comma 44.

Come si calcola il credito di imposta 2023 per i macchinari?

La legge di bilancio 2022 ha delineato chiaramente le aliquote per calcolare il credito sugli investimenti in macchinari avviati dal 1° gennaio 2023. Ecco come funzionano:

  • CREDITO DI IMPOSTA del 20% del valore del bene per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro.
  • CREDITO DI IMPOSTA del 10% del valore del bene per gli investimenti da 2,5 milioni di euro a 10 milioni di euro.
  • CREDITO DI IMPOSTA del 5% del valore del bene per gli investimenti da 10 milioni di euro fino a 20 milioni di euro.

È importante notare che il credito non si applica alla porzione di investimenti che supera il limite di 20 milioni di euro.

Queste aliquote vengono applicate a scaglioni incrementali sul totale degli investimenti e non sul valore di un singolo bene. Se, ad esempio, acquisti una macchina interconnessa nel 2023 del valore di 100.000,00 euro (più IVA), il tuo credito d’imposta sarà di 20.000 euro, ripartito in 3 anni.

Un dettaglio cruciale: questa agevolazione rimane invariata per i beni consegnati fino al 30/06/2026, a condizione che vi sia un contratto di acquisto e che un acconto (almeno il 20%) venga pagato entro il 31 dicembre 2025.

Ti ricordiamo ancora una volta che, per te, è essenziale sfruttare al meglio il credito d’imposta 2023-2025 per mantenere la tua azienda competitiva nel panorama della transizione 4.0 e credito d’imposta 2023.

Industria 4.0 e credito d’imposta, cosa cambia?

L’evoluzione della normativa relativa al credito d’imposta 2023 sta ridefinendo le regole del gioco, soprattutto per quelle aziende energivore come la tua. Se stai cercando di capire come sfruttare al meglio i vantaggi offerti dalla transizione 4.0 e credito d’imposta, ti offriamo una panoramica chiara dei dettagli di cui devi tener conto.

Ecco i punti salienti:

  1. Continuità legislativa: Nonostante le differenze nel modo in cui i benefici sono stati erogati tra Industria 4.0 (iperammortamento) e Transizione 4.0 (credito di imposta), la legge cardine rimane invariata: la Legge 232/2016. Questa è la base da cui derivano tutte le agevolazioni.
  2. Evoluzione verso il credito d’imposta: A partire dal 2020, le agevolazioni sono state modellate come credito di imposta Transizione 4.0. Questa modalità rimarrà in vigore fino al 2025. Il riferimento per la classificazione dei beni agevolabili viene ancora dalla legge citata, nonostante una leggera modifica nel 2019 riguardante il software.
  3. Tipologie di beni agevolati: Gli allegati A e B della Legge 232/2016 elencano i beni che possono beneficiare delle agevolazioni. Inoltre, la stessa legge fornisce dettagli sulle modalità di interconnessione necessarie per rendere i beni agevolabili.
  4. Nuovi adempimenti formali: La transizione 4.0 e credito d’imposta 2023 ha introdotto nuovi passaggi burocratici, tra cui una comunicazione al Ministero delle Imprese e del Made in Italy a scopo statistico.

In conclusione, ti consigliamo di rimanere aggiornato sulle opportunità offerte dal credito d’imposta 2023-2025. Queste agevolazioni possono rappresentare un sostanziale risparmio per la tua attività, in particolare se stai considerando di passare alle energie rinnovabili per ridurre i costi energetici.

Quali sono i beni strumentali che rientrano nel credito di imposta?

L’agevolazione si concentra esclusivamente sui beni materiali nuovi, strumentali all’esercizio dell’attività. Essi devono essere di lunga durata e pronti ad essere impiegati come strumenti di produzione nel tuo processo produttivo. Vi rientrano quindi gli impianti fotovoltaici. Ecco cosa non rientra:

  • Beni destinati alla vendita o trasformati/assemblati per tale scopo.
  • Materiali di consumo.

Tra i requisiti fondamentali per beneficiare dell’agevolazione c’è il seguente, i beni devono essere nuovi. Quindi, non potrai avere un credito per beni “già utilizzati a qualunque titolo”. Tuttavia, ci sono eccezioni per beni complessi creati in economia, purché il costo dei beni usati non sia dominante rispetto al costo totale.

Cosa rientra esattamente nel credito d’imposta?

Il credito d’imposta 2023 copre beni nuovi, essenziali per la tua attività:

  1. Beni Materiali (Allegato A):
    • A1: Beni strumentali con controllo computerizzato (es. macchine produttive, utensili).
    • A2: Sistemi per la qualità e sostenibilità (es. sensori, tracciabilità dei prodotti).
    • A3: Dispositivi per l’interazione uomo-macchina in logica 4.0 (es. sistemi di sicurezza, ergonomia).
  2. Beni Immaterali (Allegato B): Software, system integration, piattaforme. Con l’aggiunta nel 2018 di:
    • Sistemi per e-commerce drop shipping.
    • Software per realtà aumentata, ricostruzioni 3D.
    • Piattaforme per la logistica integrata.

Prendi il controllo del tuo futuro energetico sfruttando il credito d’imposta 2023-2025. Inizia oggi a pianificare come potresti beneficiare della transizione 4.0 e credito d’imposta.

I beni usati ed il revamping sono compresi nel credito di imposta/iperammortamento?

Il decreto milleproroghe 2017 ha gettato luce sul tema del revamping degli impianti. Stabilisce chiaramente che i dispositivi, strumenti e componenti intelligenti per l’integrazione e l’interconnessione utilizzati nell’ammodernamento o nel revamping dei sistemi produttivi esistenti sono anch’essi ammissibili al credito d’imposta. Ciò significa che:

  • Gli interventi di revamping beneficiano del credito, ma solo per i costi associati ai beni nuovi precedentemente dettagliati.

Relativamente al revamping e ai beni usati, la circolare 4E del 30/03/2017 dell’Agenzia delle Entrate e MISE sottolinea che:

  1. Per beni complessi che incorporano anche beni usati, la “novità” riguarda l’intero bene, a condizione che il costo dei beni usati non prevarichi sul costo totale.
  2. Nel caso di un bene complesso acquistato da terzi che comprende anche un bene usato, il venditore deve attestare che il costo del bene usato non è dominante. Se il bene complesso è considerato “nuovo”, l’importo agevolato corrisponde al costo totale sostenuto dal compratore.
  3. Per un bene realizzato in economia che rispetta il criterio di “novità”, può usufruire del beneficio, sia sulla componente nuova che sulla componente usata, se i costi sono sostenuti nel periodo agevolato.

Incorporando queste opportunità nel tuo piano di transizione 4.0 e credito d’imposta 2023-2025, potrai massimizzare i tuoi benefici fiscali e traghettare la tua azienda verso un futuro sostenibile.

Se desideri ulteriori informazioni o consulenza su come poter beneficiare al meglio del credito d’imposta 2023, ti invitiamo a compilare il modulo contatti. Gli esperti di Solar Cash saranno pronti a supportarti in ogni passaggio.

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La dotazione degli incentivi conto termico 2023 dopo il DL 13/2023

IL DL 13/2023 ha modificato la dotazione degli incentivi conto Termico 2023 per Privati e Pubbliche amministrazioni redistribuendo le risorse disponibili. Ecco come

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Il panorama energetico italiano è in rapida evoluzione. Di fronte all’aumento dei costi energetici, particolarmente del gas, emerge con chiarezza la necessità di adottare soluzioni alternative più efficienti e sostenibili. Proprio in questo contesto si inserisce la recente modifica delle risorse per gli incentivi conto termico 2023, promulgata seguendo le linee del DL 13/2023. Tale misura si presenta come una risposta concreta alle esigenze di chi ricerca sistemi di riscaldamento all’avanguardia, meno inquinanti e capaci di garantire un notevole risparmio in termini economici.

Se l’obiettivo è quello di emanciparsi dai metodi tradizionali di produzione energetica e guardare verso l’innovazione, gli incentivi conto termico sono senza dubbio la chiave per aprire una nuova era nel campo dell’efficientamento energetico. Questi incentivi facilitano l’adozione di tecnologie avanzate, come pompe di calore, soluzioni ibride, termocamini, oltre alla scelta di nuove stufe e camini alimentati a legna o pellet. Queste soluzioni, oltre ad essere eco-compatibili, portano con sé il vantaggio di ridurre in maniera significativa le spese in bolletta.

Un aspetto rilevante riguarda la nuova configurazione delle risorse conto termico. Nonostante la dotazione annua resti fissata a 900 milioni di euro, il DL 13/2023 ha implementato una redistribuzione tra il settore pubblico e quello privato.

Continua a leggere per scoprire di più sulla nuova dotazione delle risorse riservate al Conto Termico 2023!

Cosa è il conto termico 2023: una breve spiegazione

Il Conto Termico non è altro che un meccanismo di incentivazione destinato a promuovere la generazione di energia termica da fonti rinnovabili e a spingere progetti di efficientamento energetico negli immobili. La supervisione e la gestione di queste risorse conto termico sono di competenza del GSE, l’organo responsabile di definire le linee guida per accedere agli incentivi conto termico, operando in linea con le normative vigenti.

Uno degli elementi di maggior rilievo del conto termico 2.0 concerne l’ammontare dell’incentivo. Per chi è propenso a compiere passi concreti verso l’efficientamento, è possibile contare su un sostegno finanziario che copre ben il 65% dei costi sostenuti. Questa prospettiva agevola notevolmente gli interventi, a beneficio tanto delle Pubbliche Amministrazioni quanto degli attori privati, includendo aziende e contesti residenziali.

Per una panoramica ancora più dettagliata e completa sul conto termico 2023, ti invitiamo a visitare questa guida completa che fornirà ogni ulteriore chiarimento e dettaglio al riguardo.

I motivi della nuova dotazione degli incentivi individuata dal DL 13/2023

Stipulato dal decreto interministeriale del 16 febbraio 2016, il Conto Termico è stato ideato per finanziare progetti focalizzati sull’ottimizzazione dell’efficienza energetica e la generazione di energia termica da fonti rinnovabili, privilegiando particolarmente gli impianti di dimensioni contenute.

La dotazione iniziale per gli incentivi conto termico 2023 era chiaramente definita: una somma annuale di 900 milioni di euro. Di questa cifra, 200 milioni erano riservati alle Pubbliche Amministrazioni, mentre i restanti 700 milioni erano destinati al settore privato, con un focus predominante sulla generazione termica.

Eppure, un’analisi meticolosa condotta dal GSE ha messo in luce alcune dinamiche interessanti. È emersa, per esempio, una fiducia crescente delle Pubbliche Amministrazioni verso il conto termico 2.0, riflettendosi in un incremento delle domande di incentivi per migliorare l’efficienza energetica degli edifici istituzionali. Questo ha quasi saturato l’importo stanziato di 200 milioni di euro annui.

D’altro canto, le risorse conto termico destinate al settore privato sembravano eccessive rispetto alle effettive sollecitazioni. Le domande provenienti da privati hanno toccato appena la soglia dei 200 milioni di euro. Tale discrepanza ha sottolineato l’urgenza di un riesame delle allocazioni per gli incentivi conto termico 2023, al fine di allineare le risorse disponibili con le reali necessità di enti pubblici e privati. Per una comprensione dettagliata dei dettagli e delle motivazioni dietro queste decisioni, è possibile consultare il testo completo del DL 13/2023 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.

La nuova dotazione

Dall’analisi delle tendenze recenti relative agli incentivi conto termico 2023, è diventato evidente che gli incentivi erano stati distribuiti in modo non ottimale. Questa discrepanza ha richiesto una revisione attenta e mirata per garantire che le risorse conto termico fossero allocate in maniera più efficace e adeguata alle esigenze emergenti.

In risposta a questo scenario, il Ministero dell’Ambiente ha deciso di prendere in mano la situazione. Nel mese di aprile, questo ente ha avanzato una proposta emendativa, mirata a correggere le assegnazioni come stabilito nel decreto interministeriale del 16 febbraio 2016. La priorità rimaneva chiara: sostenere con determinazione l’efficientamento energetico degli edifici pubblici. Pertanto, è stata effettuata una riallocazione dell’importo globale annuo di 900 milioni di euro.

Le nuove allocazioni sono le seguenti:

  • Risorse per la PA: aumentate da 200 milioni a 400 milioni di euro.
  • Risorse per il settore privato: ridotte da 700 milioni a 500 milioni di euro.

Questa revisione strategica si è concretizzata con l’approvazione del decreto-legge 24 febbraio 2023, n. 13, un atto legislativo che serve come strumento per l’implementazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Al di là di questo, il decreto mira a promuovere iniziative complementari, garantendo un percorso energetico nazionale che sia uniforme, integrato e, soprattutto, sostenibile per tutti gli attori coinvolti.

Il contatore del conto termico

In un’epoca caratterizzata da crescenti costi energetici e dalla necessità di adottare soluzioni più ecologiche, l’importanza degli incentivi conto termico non può essere sottovalutata. Essi rappresentano una vera e propria bussola per chi, desiderando difendersi dai rincari del gas, punta a sistemi di riscaldamento all’avanguardia ed efficienti.

Centrale in questo meccanismo di incentivazione è il contatore del Conto Termico, strumento indispensabile per il monitoraggio dell’allocazione e l’utilizzo delle risorse conto termico. Aggiornato al 1° luglio 2023, questo contatore riflette le nuove disposizioni legislative relative agli incentivi conto termico 2023. Si registra, in particolare:

  • Un impegno di spesa per l’anno in corso di 338 milioni di euro.
  • Una distinzione tra interventi rivolti al settore privato e quelli per le PA.

Sebbene sia stata effettuata una riallocazione delle risorse, è fondamentale sottolineare che la quota degli incentivi conto termico 2023 per i privati rimane significativa. Infatti, con un investimento previsto di 158 milioni di euro per iniziative private, vi sono ampie possibilità. La mossa di molti di sostituire vecchi impianti con nuove soluzioni, come pompe di calore o termocamini, magnifica l’importanza di tali incentivi.

In conclusione, nonostante le recenti modifiche, il panorama offerto a chi ambisce a migliorare in termini di efficienza energetica è ottimistico. E con l’integrazione di bandi regionali al conto termico 2.0, si prevede un crescente interesse da parte delle imprese e privati.

Per ulteriori dettagli su come accedere agli incentivi del Conto Termico 2023 e al bando della regione Umbria, vi invitiamo a compilare il modulo sottostante.

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Tutte le novità del Decreto Bollette 2023

Decreto Bollette 2023 in Gazzetta Ufficiale. In arrivo semplificazioni per gli impianti fotovoltaici e la possibilità di cumulare le agevolazioni per interventi di efficientamento energetico

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Il Decreto Bollette 2023, formalmente noto come Legge 56/2023, porta con sé importanti novità per il settore dell’edilizia e delle energie rinnovabili. Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.124 del 29 maggio, il decreto comprende una serie di misure urgenti a sostegno delle famiglie e delle imprese per l’acquisto di energia elettrica e gas naturale, nonché per la salute e l’adempimento degli obblighi fiscali.

Tra le misure più rilevanti, spiccano le semplificazioni per gli impianti fotovoltaici e la possibilità di cumulare le agevolazioni per interventi di efficientamento energetico.

Abbiamo deciso di approfondire l’argomento qui di seguito analizzando le principali novità una per una.

Semplificazione Impianti Fotovoltaici nelle Strutture Turistiche e Termali fino al 30 Giugno 2024

Il Decreto Bollette 2023 introduce notevoli semplificazioni per l’installazione di impianti fotovoltaici nelle strutture turistiche e termali. Queste modifiche, riportate all’articolo 7-bis del decreto, rispondono all’esigenza di promuovere l’utilizzo di energie rinnovabili e l’efficientamento energetico nel settore turistico e termale.

La normativa prevede che, fino al 30 giugno 2024, sia possibile realizzare impianti fotovoltaici con moduli collocati su coperture piane o falde nelle strutture turistiche o termali. Questo sarà fattibile previa dichiarazione di inizio lavori asseverata (DILA), e gli impianti potranno raggiungere una potenza fino a 1 MW per l’autoconsumo.

Un’attenzione particolare è stata riservata ai centri storici o alle aree a tutela paesaggistica. In questi casi, l’installazione degli impianti fotovoltaici richiede un’attestazione che confermi la loro non visibilità dagli spazi esterni e che i manti delle coperture non siano realizzati con prodotti che riproducono l’aspetto dei materiali della tradizione locale.

In sintesi, l’articolo 7-bis del Decreto Bollette rappresenta un passo importante verso la semplificazione e la promozione degli impianti fotovoltaici nelle strutture turistiche e termali. Questa novità si inserisce in un contesto più ampio di incentivi e misure volte a sostenere l’adozione di energie rinnovabili e l’efficienza energetica nel Paese.

Decreto Bollette 2023: Misure per sostenere l’acquisto di energia elettrica e gas naturale

Nell’ambito del Decreto Bollette 2023, vengono introdotte delle misure specifiche mirate a sostenere le imprese per l’acquisto di energia elettrica e gas naturale. L’articolo 4 del decreto prevede, infatti, il riconoscimento di alcuni crediti di imposta per contrastare l’aumento dei costi energetici.

Più nello specifico, questi crediti di imposta erano già stati concessi nel 2022 attraverso una serie di decreti legislativi (come del resto ne avevamo già parlato qui) e vengono ora riconosciuti anche per il secondo trimestre del 2023, seppur con percentuali ridotte.

La legge di bilancio 2023 ha inoltre esteso il riconoscimento di questi crediti di imposta al primo trimestre 2023. Questo aiuto rafforza il sostegno alle imprese che devono affrontare l’aumento dei costi energetici, sia per l’energia elettrica che per il gas naturale.

Supporto alle PMI nel settore agricolo e della pesca

L’ultimo Decreto Bollette mette in luce misure significative di supporto per le Piccole e Medie Imprese (PMI) operanti nel settore agricolo e della pesca. Queste misure sono particolarmente mirate a incoraggiare la produzione di energia rinnovabile.

Il comma 10-bis dell’articolo 4 del Decreto Bollette stabilisce che i nuovi finanziamenti concessi a queste PMI, destinati alla realizzazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile, possano beneficiare della garanzia diretta rilasciata dall’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare. Questo supporto è soggetto a specifiche condizioni, tra le quali la previa autorizzazione della Commissione europea.

Questa disposizione è di vitale importanza, poiché offre una solida rete di sicurezza alle PMI che desiderano investire in energia rinnovabile, riducendo i rischi associati a tali investimenti. Questa garanzia diretta può rendere più accessibile il finanziamento per la realizzazione di impianti di energia rinnovabile, contribuendo ad accelerare la transizione energetica nel settore agricolo e della pesca.

Misura per fronteggiare l’aumento dei costi dell’energia nel settore sportivo previste dal Decreto Bollette

L’attuale aumento dei costi dell’energia sta influenzando vari settori, compreso quello sportivo. Il recente Decreto Bollette ha previsto una misura specifica per aiutare a mitigare queste crescenti spese energetiche.

L’articolo 4-bis del Decreto Bollette ha previsto un incremento di 10 milioni di euro per il 2023 nel “Fondo unico a sostegno del potenziamento del movimento sportivo italiano”. Questo aumento porta le risorse totali destinate a questa causa per l’anno corrente da 25 a 35 milioni di euro.

Questi fondi sono destinati all’erogazione di contributi a fondo perduto per le associazioni e società sportive dilettantistiche, che gestiscono impianti sportivi e piscine. Inoltre, saranno disponibili per ulteriori enti che necessitano di supporto per fronteggiare l’aumento dei costi dell’energia termica ed elettrica.

Il sostegno offerto dal Decreto Bollette alle associazioni e società sportive dilettantistiche rappresenta un importante passo avanti nell’affrontare le crescenti sfide legate all’energia nel settore sportivo. Questi contributi a fondo perduto possono fornire un sollievo significativo per molte organizzazioni che si trovano a fronteggiare un aumento dei costi energetici.

Agevolazioni fiscali per l’efficientamento energetico

Nel contesto delle politiche per l’energia sostenibile, il Decreto Bollette gioca un ruolo chiave nel fornire agevolazioni fiscali per gli interventi di efficientamento energetico.

L’articolo 7 del Decreto Bollette autorizza il cumulo tra agevolazione fiscale e contributo regionale (o delle province autonome di Trento e Bolzano), a patto che le norme che regolano quest’ultimo lo consentano. Tuttavia, è importante sottolineare che la somma dei due benefici non deve superare il 100% della spesa ammissibile all’agevolazione o al contributo.

La modifica recentemente introdotta specifica che gli interventi di risparmio energetico ammessi al beneficio includono:

  • Interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici, previsti dall’art.16-bis del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al DPR 917/1986 (Bonus Ristrutturazioni);
  • Interventi di efficienza energetica, previsti dall’articolo 1, commi da 344 a 347, della legge 296/2006;
  • Interventi rientranti nell’Ecobonus, di cui all’art.14 del DL 63/2013, convertito, con modificazioni, dalla legge 90/2013.

Incentivi per le start-up innovative

Nel contesto di promozione dell’innovazione, il Decreto Bollette rappresenta una pietra miliare, offrendo sostegno economico concreto alle start-up innovative.

L’articolo 7-quater del Decreto Bollette riconosce specificamente alle start-up innovative, costituite a partire dal 1° gennaio 2020 e operanti nei settori dell’ambiente, delle energie rinnovabili e della sanità, un contributo significativo. Questo contributo, nel limite complessivo di 2 milioni di euro per l’anno 2023, è offerto sotto forma di credito d’imposta. L’importo sarà di massimo di 200.000 euro, in misura non superiore al 20% delle spese sostenute per attività di ricerca e sviluppo.

Queste attività di ricerca e sviluppo, dovranno essere particolarmente orientate alla creazione di soluzioni innovative per la realizzazione di strumentazioni e servizi tecnologici avanzati. L’obiettivo finale di questi sforzi innovativi è di garantire la sostenibilità ambientale e la riduzione dei consumi energetici. Solo così infatti si potrà promuovere promuovendo così un futuro più verde e sostenibile.

Questo incentivo dal Decreto Bollette rappresenta una grande opportunità per le start-up innovative, spingendo queste imprese emergenti ad investire ancora di più nelle attività di ricerca e sviluppo. L’iniziativa non solo rafforza la cultura dell’innovazione in settori cruciali come l’ambiente, l’energia rinnovabile e la sanità, ma contribuisce anche alla creazione di un ecosistema imprenditoriale più dinamico e sostenibile.

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Industria 4.0 2023: come cambia il credito d’imposta? Cosa dobbiamo aspettarci?

Industria 4.0 2023: cosa cambia rispetto allo scorso anno e cosa dobbiamo aspettarci di nuovo per questo

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Il piano Industria 4.0 2023 ed il relativo credito d’imposta non stanno vivendo affetto un momento felice. Dal 1° gennaio infatti alcune delle misure contenute nel piano hanno subito una drastica riduzione delle loro aliquote, altre invece non sono state confermate. La Legge di Bilancio 2023 infatti non prevede alcune modifiche in tema di Industria 4.0 2023 pertanto anche l’agevolazione al 50% introdotta dal primo Decreto Aiuti per i beni immateriali 4.0 non è stata rinnovata.

Quale sarà quindi il futuro del piano Industria 4.0 per il 2023?

Nonostante le premesse non siano delle migliori il Ministero delle Imprese e del made in Italy ha rassicurato tutti affermando che è al lavoro su un eventuale ripristino dello schema precedente. Tuttavia, come riportano autorevoli fonti di stampa, molto dipenderà dalle valutazioni della Commissione Europea su un eventuale autorizzazione all’impiego di risorse inutilizzate del PNRR.

In ogni caso abbiamo deciso di fare il punto della situazione sul Piano Industria 4.0 per il 2023 qui di seguito.

Le dichiarazioni del governo

Nella nuova Legge di Bilancio quindi non sono presenti quelle disposizioni che ci si sarebbe attesi di trovare per la piena realizzazione del piano Transizione 4.0 (o Industria 4.0) per il 2023. Tale assenza è stata giustificata con la necessità di fare fronte all’impegno necessario per contrastare il “caro energia”, limitandone gli impatti negativi per imprese e cittadini.

In questo senso, chiarificatrici le indicazioni da ultimo rese da Adolfo Urso Ministro delle Imprese e del Made in Italy. Il Ministro infatti, pur riconoscendo la rilevanza e l’utilità per il sistema produttivo del sistema dei crediti d’imposta 4.0, ha evidenziato come le imprese si siano sinora concentrate nell’utilizzare le strategie innovative prevalentemente per rinnovare i macchinari. Le imprese quindi sono colpevoli di aver trascurato nella gli aspetti immateriali derivanti dalla potenza di calcolo, dalla connettività, dal cloud computing per centralizzare le informazioni e la loro conservazione, dalla capacità di estrarre valore dai dati raccolti, dalla cybersecurity.

Per questi motivi, ad inizio 2023, dovrebbe pertanto essere avviato un confronto sul tema che dovrebbe determinare il rilascio, a cura del Governo, di un provvedimento ad hoc.

Le agevolazioni per l’industria 4.0 aggiornate al 2023

Dopo le recenti “non modifiche” contenute nell’ultima Legge di Bilancio, lo schema delle percentuali agevolative a disposizione delle imprese che intendono effettuare investimenti 4.0 è il seguente:

Investimenti

Dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2025 (o 30 giugno 2026 con ordini e acconto entro il 2025 ndr.)

Credito d’imposta fruibile in:

Beni materiali (vedi Allegato A alla Legge di Bilancio 2017) 20% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;

10% per investimenti da 2,5 e fino a 10 milioni di euro;

5% per investimenti da 10 e fino a 20 milioni di euro.

tre quote annuali di pari importo
Beni immateriali (vedi Allegato B alla Legge di Bilancio 2017) 20% per investimenti fino a 1 milione (dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023 o 30 giugno 2024 con ordine e acconto pari al 20% entro il 2023);

15% per investimenti fino a 1 milione (dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre
2024 o 30 giugno 2025 con ordine e acconto pari al 20% entro il 2024);

10% per investimenti fino a 1 milione (dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre
2025 o 30 giugno 2026 con ordine e acconto pari al 20% entro il 2025).

tre quote annuali di pari importo

Come utilizzare i crediti d’imposta della misura Industria 4.0 2023

Per poter accedere al credito d’imposta previsto dalla misura Industria 4.0 2023 nulla cambia rispetto all’anno scorso eccetto il numero di quote annuali in cui è fruibile tale credito. Tali quote infatti dalle 5 previste nel 2022 adesso passano a 3.

Questo significa quindi che rimane indispensabile produrre una perizia asseverata, firmata da un ingegnere qualificato una dichiarazione sostitutiva da parte del legale rappresentante. Quest’ultima possibilità si potrà realizzare solo nel caso di investimenti dal valore complessivo inferiore a 300mila euro.

Infine dobbiamo precisare che, per ottenere l’agevolazione, è fondamentale garantire l’interconnessione dei macchinari 4.0

Cosa prevede la legge di Bilancio 2023

L’unico intervento della manovra riguardante l’industria 4.0 è il seguente:

  • mini proroga di un trimestre – dal 30 giugno 2023 al 30 settembre 2023 – del termine per effettuare gli investimenti in beni materiali 4.0 (indicati nell’Allegato A alla Legge di Bilancio 2017).

Tuttavia, per accedere a tale proroga è necessario che tali interventi siano stati prenotati entro il 31 dicembre 2022. Inoltre, alla stessa data dovrà esse stato versato un acconto di almeno il 20% della spesa totale richiesta dall’intervento.

Cos’altro manca

Il Piano Industria 4.0 2023, oltre al dimezzamento delle percentuali agevolative subisce anche la perdita di altri “pezzi” importanti. Infatti nel corso di questo non sarà più possibile richiedere il credito d’imposta per:

  • investimenti in attività di formazione 4.0;
  • i beni strumentali ordinari, sia materiali che immateriali. Tra i primi, come abbiamo già scritto qui, rientrano anche gli impianti fotovoltaici o ad energie rinnovabili per le aziende, tra i secondi invece rientrano i “semplici” software di base.

I seguenti crediti d’imposta ottenibili grazie al vecchio piano Industria 4.0 risultano invece essere molto depotenziati per il 2023. In particolare il credito d’imposta per:

  • attività di ricerca e sviluppo passa dal 20% al 10%,
  • innovazione tecnologica green passa dal 15% al 10%.

Infine non è stata presentata in Legge di Bilancio la proposta di proroga per la Nuova Legge Sabatini che quindi non sarà più valida nel corso di questo anno. La misura, ricordiamolo, è finalizzata a sostenere gli investimenti produttivi delle piccole e medie imprese per l’acquisto di beni strumentali come ad esempio gli impianti fotovoltaici per le aziende (ne parliamo meglio qui).

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Bonus sud 2023: la proroga è contenuta nella Legge di Bilancio

Arriva la proroga del bonus Sud per il 2023, come anticipato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, e sarà contenuta nella prossima Legge di Bilancio

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Finalmente c’è una conferma per il Bonus Sud 2023. Nel disegno di Legge di Bilancio per il prossimo anno infatti trova spazio anche un’estensione del canale di accesso al credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi per le aziende del Mezzogiorno. Prima di avere il via libera definitivo però si attende ancora l’ok del Senato.

Le prime anticipazioni in merito sono state fornite dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti lo scorso il 2 dicembre 2022. In questa data infatti si è tenuta l’audizione sul Disegno di Legge di Bilancio alle Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato.

Secondo queste anticipazioni il Bonus Sud 2023 non è l’unica agevolazione prevista per le imprese del Mezzogiorno nella Legge di Bilancio. Sono previste infatti anche agevolazioni per l’acquisto di beni strumentali nuovi. Inoltre dovrebbe anche esserci un via libera per il credito d’imposta potenziato per le attività di ricerca e sviluppo nelle aree del Mezzogiorno anche per il 2023.

Facciamo il punto sul Bonus Mezzogiorno 2023 e sulle altre agevolazioni in questo approfondimento.

Clicca qui e scopri tutte le novità contenute nel Decreto Sud 2024!

Bonus sud 2023

Anche il bonus Sud 2023 consiste in un credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali nuovi che può arrivare fino a un massimo del 45 per cento della spesa sostenuta. A regolarlo sono i commi da 98 a 108 della Legge di Stabilità 2016 su cui si è intervenuti più volte.

Attualmente la scadenza per beneficiare del bonus Sud è fissata al 31 dicembre 2022. Tuttavia, il testo della Legge di Bilancio 2023 nella sua versione rinnovata riscrive i tempi di applicazione dell’agevolazione sostituendo la scadenza con il 31 dicembre 2023. Come abbiamo avuto modo di anticipare però, manca ancora l’ok definitivo a questa proroga.

Lo spiraglio in merito alla proroga del Bonus sud al 2023 è arrivato dalle dichiarazioni del Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti durante l’audizione alle Commissioni bilancio riunite di Camera e Senato. In particolare, il Ministro è intervenuto così:

“Con particolare riferimento al Mezzogiorno, stiamo predisponendo misure per la proroga di alcuni interventi, quali le agevolazioni fiscali in favore delle imprese che acquistano beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate in quei territori, nonché prevedendo la proroga dei crediti d’imposta per gli investimenti effettuati nelle Zone Economiche Speciali e nelle Zone Logistiche Semplificate e per le attività di ricerca e sviluppo in favore delle imprese localizzate nelle regioni del Mezzogiorno”.

Bonus Sud 2023: novità e regioni interessate

Non solo Bonus Sud al 2023, ma anche altre novità in arrivo per le imprese del Mezzogiorno. Il 31 dicembre 2022 infatti segna anche la scadenza per l’accesso ai crediti d’imposta per gli investimenti nelle ZES, Zone Economiche Speciali, e nelle ZLS, Zone Logistiche Semplificate. Anche queste scadenze potrebbero essere prorogate al 2023.

Inoltre sono previste novità anche il credito di imposta potenziato per investimenti in ricerca e sviluppo in favore delle imprese operanti nelle regioni del Sud.

Ma quali sono le regioni coinvolte dal Bonus Sud 2023 e dalle altre misure?

Le regioni del mezzogiorno coinvolte da queste proroghe sono le seguenti:

  • Campania;
  • Puglia;
  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Sicilia;
  • Molise;
  • Sardegna;
  • Abruzzo.

Quali sono le spese previste dal credito d’imposta per le imprese del mezzogiorno? A quanto ammonta il beneficio?

Il bonus sud potrebbe essere erogato per progetti di investimento iniziale relativi all’acquisto, anche tramite contratti di locazione finanziaria (ma non operativa), di macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nel territorio.  Tra questi investimenti rientrano in particolare quelli per l’installazione di impianti fotovoltaici di cui spieghiamo appieno i vantaggi qui.

Sono agevolabili altresì i beni costruiti in economia e i beni complessi. Ovviamente il costo delle componenti utilizzate per la loro costruzione deve prevalere su quelle usate. Pertanto restano chiusi dall’agevolazione i beni usati o ricondizionati.

Infine, merita specificare che le agevolazioni del Bonus Sud 2023 sono cumulabili a quelle previste da altre misure. Ad esempio è possibile cumulare il Bonus Sud 2023 con il credito d’imposta derivante dal Piano Industria 4.0.

A quanto ammonta il beneficio?

Il valore del beneficio del Bonus Sud 2023 è inversamente proporzionale alla dimensione delle aziende. Questo significa che più sarà grande l’impresa che effettua questo investimento, minore sarà la somma cui potrà avere diritto tramite il credito d’imposta. In particolare, l’agevolazione varia in base alle dimensioni aziendali pertanto possiamo individuare 3 scaglioni:

  • 25% per le grandi aziende;
  • 35% per le imprese di medie dimensioni;
  • 45% per le piccole imprese.

Una delle caratteristiche più importanti della misura è la sua retroattività. Infatti il credito d’imposta per il Mezzogiorno può essere richiesto anche per gli investimenti effettuati negli anni precedenti, sempre con le stesse aliquote che abbiamo elencato in precedenza.

Come funzionerà il bonus sud 2023?

Per accedere al Bonus Sud 2023 sarà necessario presentare un’apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate. Per farlo o è necessario utilizzare il modello CIM17, utile anche per i crediti d’imposta relativi agli investimenti nelle ZES e ZLS. Tale modello è già stato adeguato alle ultime novità con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 30 giugno 2022.

Una volta ricevuto il via libera, i soggetti beneficiari possono utilizzare credito d’imposta ottenuto in compensazione tramite modello F24.

Vuoi conoscere le agevolazioni per il fotovoltaico delle aziende in vigore nel 2023? Clicca qui!

Per maggiori informazioni o per richiedere una consulenza energetica a Solar Cash srl, compila il form che trovi in questa pagina con i tuoi dati!

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Incentivi automatici fotovoltaico per le imprese: la UE è d’accordo!

L’Unione Europea è d’accordo sugli incentivi automatici per il fotovoltaico aziendale. La palla adesso passa in mano ai singoli stati

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I costi delle bollette dell’elettricità stanno affossando i bilanci della tua impresa? Stai pensando di installare un impianto fotovoltaico per rendere la tua azienda più indipendente da un punto di vista energetico?

Allora quella che stiamo per darti è senza dubbio una buona notizia!

L’Unione Europea infatti ha infatti ammesso gli incentivi automatici per impianti fotovoltaici o a fonti rinnovabili. Tali incentivi ammonterebbero fino al 65% della spesa per le piccole imprese e fino al 45% per le grandi. Potranno ricevere questi incentivi tutti i nuovi impianti con capacità installata pari o inferiore a 1 MW per le grandi imprese e a 6 MW per le Pmi. Gli incentivi automatici per il fotovoltaico aziendale potranno essere rendicontati sulle spese sostenute a partire dal 20 luglio 2022.

Il contenuto dell’opportunità offerta dalla comunicazione della Commissione Ue del 28 ottobre 2022 C(2022) 7945 final è proprio questo e modifica il già esistente Quadro temporaneo per la crisi Russia/Ucraina. La palla quindi passa in mano ai singoli stati membri dell’Unione Europea. Saranno infatti loro a rendere fruibili alle imprese questi incentivi automatici per il fotovoltaico aziendale e per gli altri impianti a fonti rinnovabili.

Ma cosa prevedono questi incentivi automatici per gli impianti fotovoltaici industriali più nel dettaglio?

Abbiamo cercato di fare il punto della situazione qui di seguito.

L'Unione Europea è d'accordo sugli incentivi automatici per il fotovoltaico aziendale. Ecco le indicazioni fornite dal Parlamento Europeo ai singoli stati membri

L’Unione Europea è d’accordo sugli incentivi automatici per il fotovoltaico aziendale.

Scopri le agevolazioni per il fotovoltaico imprese 2024 cliccando qui!

Come funzionano?

Gli incentivi automatici dovranno essere concessi al massimo entro il 31 dicembre 2023.

Di pari passo agli incentivi dovranno essere eseguiti anche i lavori per realizzare questi impianti. Infatti una volta erogati gli aiuti, gli impianti dovranno entrare in funzione entro 30 mesi dalla data di concessione. Se invece si tratta di  impianti eolici offshore o impianti a idrogeno rinnovabile le tempistiche si dilatano a 36 mesi.

Se tali incentivi automatici vengono concessi sotto forma di agevolazioni fiscali allora non dovrà essere prevista nessuna gara competitiva. Gli aiuti infatti dovrebbero essere concessi con le stesse modalità a tutte le imprese operanti nello stesso settore di attività economica che si trovano in una situazione di fatto identica o simile per quanto riguarda le finalità o gli obiettivi della misura di aiuto.

Incentivi automatici: quali impianti possono beneficiarne

Gli incentivi automatici per le imprese potranno essere erogati per interventi che riguardano:

  • la produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici o da altri tipi di impianti solari;
  • la produzione di energia elettrica da impianti eolici e produzione di energia geotermica;
  • lo stoccaggio di energia elettrica o termica,
  • produzione di calore rinnovabile, 
  • la produzione di idrogeno rinnovabile 
  • produzione di biogas e biometano ottenuti da rifiuti e residui.

Gli aiuti da concedere possono riguardare anche una sola di tali produzioni; inoltre, non devono contenere limitazioni.

Alcuni requisiti e scadenze da rispettare per ottenere gli incentivi automatici

Altri punti da segnalare sono questi requisiti da rispettare per ottenere questi incentivi automatici:

  • i progetti devono prevedere capacità installata pari o inferiore a 1 MW per le grandi imprese e a 6 MW per le Pmi;
  • le spese devono essere rendicontabili a partire dal 20 luglio 2022;
  • le agevolazioni devono essere concesse entro il 31 dicembre 2023;
  • gli impianti devono essere completati ed essere in funzione entro 30 mesi dalla data di concessione o 36 mesi dopo la data di concessione per gli aiuti agli impianti eolici offshore e agli impianti a idrogeno rinnovabile.

Infine una precisazione che rende sicuramente più agevole l’accesso a questi incentivi. Se infatti essi saranno erogati sotto forma di agevolazioni fiscali a tutte le imprese operanti nello stesso settore di attività economica e con le stesse modalità non sarà necessario bandire gare.

A quanto ammontano gli incentivi automatici?

Gli incentivi automatici per le energie rinnovabili per le imprese, secondo l’UE, possono arrivare anche a coprire diverse percentuali della spesa complessiva del costo dell’investimento in base alla dimensione dell’azienda. In particolare:

  • 45% del costo complessivo dell’investimento per le grandi imprese;
  • 55% del costo complessivo dell’investimento per le medie imprese;
  • 65% del costo complessivo dell’investimento per le piccole imprese.

Gli aiuti possono essere concessi per investimenti per i quali l’avvio dei lavori sia avvenuto a partire dal 20 luglio 2022. Per i progetti avviati prima del 20 luglio 2022, gli aiuti possono essere concessi se è necessario accelerare l’investimento o ampliarne la portata in misura significativa. In questi ultimi casi, sono ammissibili agli aiuti solo i costi supplementari relativi alle misure di accelerazione o di ampliamento della portata.

Se vuoi richiedere ulteriori informazioni oppure un preventivo compila il form che trovi in questa pagina con i tuoi dati!

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Credito d’imposta per luce e gas: come funziona a ottobre e novembre?

Il credito d’imposta luce e gas è stato prorogato e maggiorato con il Decreto Aiuti ter. Leggi questo approfondimento per capire come funziona

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La norma di riferimento per il consumo di energia elettrica è l’articolo 1, comma 1 e 3, D.L. 144/2022 pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 223 del 23.09.2022. Tale norma non è altro che il Decreto Aiuti ter che contiene tutti i riferimenti che riguardano il credito d’imposta luce e gas rivolto alle imprese energivore e non.

Specifichiamo subito che si tratta di una norma di vitale importanza che va a sostenere le imprese in un momento in cui si trovano in forte difficoltà. Lo stato ha infatti previsto una serie di bonus energia, tra cui figura appunto questo di cui parliamo qui, per aiutarle a combattere il caro energia. I rincari delle bollette stanno infatti costringendo molti imprenditori a chiudere i battenti vista l’impossibilità di sostenere i costi.

In particolare, il decreto prevede che, se:

“i costi per kWh della componente energia elettrica, calcolati sulla base della media del terzo trimestre 2022 ed al netto delle imposte e degli eventuali sussidi, abbiano subito un incremento del costo per kWh superiore al 30 per cento relativo al medesimo periodo dell’anno 2019, anche tenuto conto di eventuali contratti di fornitura di durata stipulati dall’impresa, è riconosciuto alle imprese un contributo straordinario a parziale compensazione dei maggiori oneri sostenuti.”

Il decreto Aiuti ter quindi torna, sulla scia dei precedenti, a prevedere dei contributi sotto forma di credito d’imposta luce e gas per tutte quelle imprese che, complici i recenti rincari, non riescono a sostenere le proprie spese. In particolare, questa misura potenzia i precedenti contributi elargiti fornendo indicazioni precise per i mesi di ottobre e novembre.

Ma in cosa consiste il credito d’imposta luce e gas per i mesi di ottobre e novembre individuato dal Decreto Aiuti ter?

Ne parliamo qui di seguito.

Se vuoi conoscere le novità sulla cessione del credito d’imposta dopo l’approvazione del Decreto Legge 11/2023, leggi il nostro articolo aggiornato qui.

Credito d’imposta luce  per ottobre e novembre

Il contributo, sotto forma di credito di imposta luce e gas, è calcolato sulla componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nei mesi di ottobre e novembre 2022. Tale contributo è erogato secondo due diverse aliquote in base alla tipologia di impresa. In particolare, è pari al:

  • 30% per le imprese diverse dalle imprese a forte consumo di energia elettrica dotate di contatori di energia elettrica di potenza disponibile pari o superiore a 4,5 kW,
  • 40% per le imprese a forte consumo di energia elettrica dette “energivore”. Tali imprese sono definite dal decreto del Mise 21 dicembre 2017, della cui adozione è stata data comunicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 300 del 27 dicembre 2017.

E’ importante precisare che le spese per l’acquisto dell’energia elettrica devono essere documentate mediante il possesso delle relative fatture di acquisto. Inoltre sottolineiamo come il credito di imposta luce e gas è riconosciuto anche in relazione alla spesa per l’energia elettrica prodotta dalle imprese a forte consumo di energia elettrica e dalle stesse auto-consumata nei mesi di ottobre e novembre 2022.

Imprese gasivore e non gasivore

Il contributo speciale sotto forma di credito d’imposta luce e gas è riconosciuto qualora il prezzo di riferimento del gas naturale, abbia subito un incremento superiore al 30 per cento. Tale incremento è calcolato tenendo conto del corrispondente prezzo medio riferito al medesimo trimestre dell’anno 2019 e dei prezzi di riferimento del Mercato Infra-giornaliero (MI-GAS) pubblicati dal Gestore dei mercati energetici (GME).

Tale contributo è riconosciuto per la spesa sostenuta per l’acquisto del gas naturale, consumato nei mesi di ottobre e novembre 2022. Il credito d’imposta gas è pari al 40% della spesa sia per quanto riguarda le imprese a forte consumo di gas naturale (dette “gasivore”), sia per le altre imprese.

Se l’impresa destinataria del contributo ha lo stesso fornitore che aveva nel nel terzo trimestre dell’anno 2019, può richiedere al proprio venditore una comunicazione speciale. In questa comunicazione deve essere riportato il calcolo dell’incremento di costo della componente energetica e l’ammontare del credito d’imposta spettante per i mesi di ottobre e novembre 2022. Tale comunicazione inoltre essere inviata entro sessanta giorni dalla scadenza del periodo per il quale spetta il credito d’imposta per poter essere valida.

Utilizzo del credito d’imposta luce e gas

I crediti d’imposta sono utilizzabili esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 D.Lgs. 241/1997 entro il 31 marzo 2023. Inoltre il credito d’imposta luce e gas può essere ceduto come previsto dalla normativa sulla cessione del credito. In sostanza tale credito può essere liquidato cedendolo per intero ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari.

Limiti di utilizzo

Il credito d’imposta luce e gas relativo ai consumi del terzo trimestre 2022 può essere utilizzato, anche dai cessionari, entro il 31 marzo 2023, contrariamente a quanto previsto in precedenza. La vecchia data di scadenza era infatti fissata per il 31 dicembre 2022.

Caratteristiche del credito d’imposta luce e gas

Il credito d’imposta luce e gas, mantiene le stesse caratteristiche di quelli precedenti. In particolare il credito relativo ai mesi di ottobre e novembre:

  • non concorre alla formazione del reddito d’impresa né della base imponibile Irap. Inoltre non rileva ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi passivi e della determinazione della quota delle altre spese deducibili (di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, Tuir);
  • non vi si può applicare il limite annuale di 250.000 euro riferito ai crediti da esporre nel quadro RU del Modello Redditi;
  • è inapplicabile il limite di 2 milioni di euro per le compensazioni orizzontali dei crediti (di cui all’articolo 34, L. 388/2000);
  • può essere cumulato con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi. L’importante è che, tale cumulo non porti al superamento del costo sostenuto. Bisognerà comunque tenere conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive,

Nuova comunicazione all’agenzia delle Entrate

È da sottolineare infine come sia stata introdotta una nuova comunicazione da effettuare verso l’agenzia delle entrate. In questa comunicazione dovrà essere indicato l’importo del credito d’imposta luce e gas maturato nell’esercizio 2022. Essa dovrà essere inviata all’Agenzia entro il 16 febbraio 2023, a pena di decadenza dal diritto alla fruizione del credito non ancora fruito.

In alternativa ci teniamo a ribadire che esiste anche il Conto Termico 2023 come incentivo. Clicca qui per approfondire l’argomento!

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